Factoring

Factoring pro solvendo e pro soluto: crediti in cambio di servizi

Il Contratto di Factoring: definizione

Il contratto di factoring è un accordo che un imprenditore - detto cedente - prende con un altro professionista - detto factor - attraverso il quale gli dà in gestione i suoi crediti presenti e futuri. Chi li riceve ha l'obbligo di amministrarli e riscuoterli e, allo scadere dei termini, deve consegnare il corrispettivo pattuito, cioè l'importo di questi crediti dal quale viene detratta una commissione, quindi una percentuale. Ha, inoltre, l'obbligo di fornire al committente anche altri servizi, in modo particolare la tenuta della contabilità.

Le parti coinvolte nel contratto sono quindi l'imprenditore cedente ed il cessionario factor. Per legge può assumere il ruolo di factor solo una banca oppure un intermediario finanziario.

I crediti dell'imprenditore committente corrispondono ad altrettanti diritti: può pretendere dai suoi debitori il pagamento di somme di denaro.
Se l'imprenditore ha numerosi crediti con scadenze diverse, ma non ha tempo per gestirli tutti o comunque desidera avere subito liquidità (cioè il denaro che dovrebbe ricevere come pagamento), può decidere di "passarli" ad un factor, il quale si preoccuperà, quindi, di amministrarli per conto suo trattenendo alla fine una percentuale.
La somma che può essere trattenuta è maggiore se il factor decide di assumere anche il "rischio d'insolvenza", cioè se anticipa l'intero importo di quei crediti, pagandolo di tasca sua all'imprenditore prima che arrivi la loro scadenza. In questo modo, nel caso in cui i debitori non dovessero più saldare i loro debiti (inadempimento), sarebbe lui in un certo senso a rimetterci e non l'imprenditore.
Per questo il factor può scegliere di stipulare questo tipo di contratto dopo essersi accertato della solvibilità dei clienti dell'imprenditore, cioè dopo aver avuto la certezza che quei debitori siano sul serio in grado di pagare ciò che devono.

Il contratto di factoring è stato regolamentato nel 1991.
Nato come contratto atipico, si è deciso poi di dargli delle norme precise attraverso una legge sulla cessione dei crediti d'impresa. Questa legge ha precisato anche quali sono le caratteristiche fondamentali che non possono mancare in un contratto di factoring per essere considerato valido, elementi che riguardano in modo particolare i soggetti che possono stipularlo, la natura dei crediti da gestire ed il modo in cui può avvenire la cessione.

Quanto alla natura dei crediti, devono essere crediti che riguardano l'impresa del cedente, quindi la sua azienda. L'imprenditore può dare in gestione al factor sia i crediti presenti che quelli futuri, cioè quelli non ancora esistenti ma che prevede nasceranno in futuro. Questi ultimi, però, devono sorgere entro 24 mesi.

factoring pro solvendo e pro soluto

La cessione può essere "pro solvendo" oppure "pro soluto":

Factoring: Elenco Avvocati e Studi Legali
Contratti atipici: cosa sono
Sono i contratti non direttamente disciplinati dal diritto ma creati liberamente dalle parti, in base alle loro specifiche necessità. Questi contratti sono "liberi" ma devono essere leciti. Es. contratti atipici: di leasing, di franchising, di apprendistato, di formazione, di lavoro a chiamata, ecc.
Contratto di compravendita
Anche detto di vendita, questo è il contratto più diffuso e utilizzato. Ha per oggetto la vendita di beni (mobili e immobili) e il passaggio di proprietà da una persona ad un’altra, dietro pagamento. La vendita può riguardare beni già esistenti o ancora da creare (es. casa).
Contratti: elementi accidentali
Sono gli elementi che possono essere contenuti in un contratto, ma che non sono obbligatori per legge ai fini della validità. Sono: Condizione (es. stabilire in base a quali condizioni il contratto produrrà effetti); Termine (es. tempi consegna); Modo (es. come conservare il bene).
Contratto di appalto: cos’è
È un accordo stipulato tra una parte (committente, può essere una persona o un ente) e un’altra (appaltatore, in genere un’impresa) affinché l’appaltatore realizzi per il committente un’opera (es. costruzione casa) o un servizio (es. mensa scolastica), dietro compenso.
Prestito finalizzato o rateale
È una forma di finanziamento che consente di acquistare un bene o servizio ed entrarne subito in possesso, o di goderne, pagandolo a rate. Viene erogato dalla banca o dal rivenditore stesso. È legato all’acquisto che si effettua: acquisto a rate di mobili, auto, ecc.
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