Infortuni domestici

Infortuni domestici: prevenzione, assicurazione, Inail

Assicurazione contro infortuni domestici

Gli infortuni domestici sono incidenti che provocano danni fisici – spesso anche gravi, fino ad arrivare addirittura alla morte di una persona – che si verificano all'interno dell'ambiente domestico.
Per ambiente domestico la nostra legge non intende solo la casa in cui si vive in senso stretto, ma anche tutte le sue "pertinenze", ovvero spazi come come il giardino, il garage, ecc.
Se un'abitazione si trova all'interno di un condominio, vengono considerati come parte dell'area domestica anche le zone in comune, per esempio le scale, la lavanderia, il cortile.

Le statistiche relative agli incidenti di cui può restar vittima una persona nel corso della sua vita dimostrano come episodi improvvisi e particolarmente violenti si verificano con più frequenza proprio all'interno della sua dimora privata.
Casalinghe, bambini e anziani sono generalmente i soggetti più a rischio: pensiamo, per esempio, alle conseguenze devastanti che può comportare la pulizia degli ambienti effettuata con una certa imprudenza (utilizzando scale instabili, mescolando detergenti di diversa composizione chimica, ecc.) oppure alla possibilità che un minore ingerisca veleni o altro lasciati incautamente a sua portata di mano.

Gli infortuni domestici mortali – ovvero quelli che provocano proprio la morte di chi ne è vittima – è stato stimato siano quantitativamente più frequenti rispetto a qualunque altro evento dannoso possa subire una persona, compresi gli incidenti automobilistici. Ciò significa, allora, che non è così insolito rischiare la vita paradossalmente all'interno del luogo in cui normalmente ci sentiamo al sicuro.
Proprio per questo il nostro ordinamento ha deciso di affrontare in modo diretto la problematica, dando vita il 3 Dicembre 1999 alla Legge n. 343 "Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell'assicurazione contro gli infortuni domestici".

Infortuni domestici: prevenzione.
Il primo aspetto sul quale si concentra la Legge n. 343 del 1999 è quello relativo alla "prevenzione", cioè alle strategie da adottare per far sì che qualunque individuo sia in grado di proteggere se stesso e la propria salute nel corso della vita domestica, riconoscendone i pericoli nascosti ed evitandoli attraverso opportune precauzioni.

In base alla legge, il Servizio Sanitario Nazionale deve promuovere in tutto il Paese la tutela della salute e della sicurezza negli ambienti casalinghi, dando vita ad attività di educazione ed informazione sviluppate poi in veri e propri programmi formativi da parte di regioni e province autonome.
In questo modo i cittadini avranno l'opportunità di apprendere le tecniche di sicurezza e di prevenzione più efficaci per non restar vittime di danni gravi o addirittura letali durante le normali operazioni eseguite in casa.

Assicurazione contro gli infortuni domestici.
L'importanza della Legge n. 343 del 1999 è data dal fatto che, oltre alle indicazioni riguardanti la prevenzione contro gli incidenti in casa, ha introdotto una specifica polizza assicurativa in questo campo: l'Assicurazione contro gli infortuni domestici.

Conosciuta maggiormente con il nome di "assicurazione per le casalinghe", si tratta in realtà di una polizza obbligatoria destinata a quanti si occupano a tempo pieno della propria abitazione, indipendentemente dal genere sessuale di appartenenza.
I requisiti essenziali per richiederla, infatti, sono l'aver raggiunto un'età compresa tra i 18 ed i 65 anni e l'eseguire come unica attività quella "casalinga", ovvero occuparsi quotidianamente ed esclusivamente solo della cura della casa, della famiglia, ecc., in modo completamente gratuito (senza ricevere in cambio un compenso, uno stipendio).

L'assicurazione contro gli infortuni domestici non può esser stipulata da chi ha un impiego al di fuori dell'ambiente domestico, dunque da lavoratori subordinati, parasubordinati o autonomi, in quanto per loro il nostro ordinamento prevede già altre forme di previdenza sociale.
Allo stesso modo, non riguarda coloro che si occupano di attività domestiche per conto di altri e vengono quindi pagati per eseguirle: colf, badanti e simili, infatti, sono comunque lavoratori subordinati.

Grazie all'assicurazione contro gli infortuni domestici, in caso di gravi danni che provocano uno stato di invalidità superiore al 27%, l'assicurato ha diritto ad un vitalizio, cioè ad una somma di denaro periodica.

A partire dal 2006, inoltre, questa polizza copre anche gli infortuni domestici mortali: in caso di morte della persona assicurata provocata proprio da un incidente casalingo, i suoi eredi hanno diritto ad una indennità ed anche ad un assegno funerario.

Infortuni domestici: INAIL.
L'assicurazione contro gli infortuni domestici è gestita dall'INAIL, l'Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che in Italia si preoccupa di tutelare i cittadini in tutte quelle attività che comportano rischi per la salute e la sicurezza.

Entro il 31 gennaio di ogni anno chi è in possesso dei requisiti essenziali deve obbligatoriamente versare all'Inail il relativo importo annuale, pari a 12,91 €.
Se il versamento non viene effettuato, il trasgressore subisce una sanzione (una multa).
Sono esonerati dal pagamento solo gli appartenenti alle cosiddette categorie svantaggiate, cioè quelle persone che fanno parte di nuclei familiari il cui reddito annuale complessivo non supera una certa soglia (circa 9.000 €).

Infortuni domestici: Elenco Avvocati e Studi Legali
Responsabilità medica contrattuale
Si ha quando un medico (o struttura sanitaria) non rispetta ciò che gli impone il contratto stipulato con il paziente, motivo per il quale gli provoca un danno. In questo caso la vittima non è obbligata a dimostrare la colpa del medico per chiedere ed ottenere un risarcimento.
Colpa medica: Negligenza
Si intende un agire del medico trascurato, poco attento o un’omissione. Ad es. è negligente il chirurgo che dimentica le garze nell’addome del paziente o che non lo informa sugli effetti di un farmaco in interazione con altri farmaci che lo stesso sta assumendo.
Danno Fisico: inabilità
Si intende una lesione fisica, una limitazione della funzionalità fisica e quindi della capacità lavorativa, di durata temporanea. È un tipo di danno transitorio. Ad esempio: un arto ingessato e successiva riabilitazione a seguito di una frattura causata da un incidente.
Danno Morale: danno da vacanza rovinata
Una vacanza rovinata può provocare danni non solo patrimoniali (perdita di denaro), ma anche non pochi disagi per il viaggiatore che la subisce. Per questo la legge ha previsto la possibilità di chiedere un risarcimento per danni morali anche in questi casi specifici.
Responsabilità Medica Extracontrattuale
È quella che un medico assume quando provoca un danno al paziente pur avendo rispettato tutti gli obblighi del contratto stipulato con lui. Per avere il risarcimento la vittima deve dimostrare l’esistenza di un legame tra il danno subito e l’azione che per lei l’ha provocato.
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