Festività

Festività retribuite, festività soppresse

Festività Italiane

Le festività sono giorni particolari considerati nel nostro Paese come momenti "di festa" e coincidono normalmente con ricorrenze nazionali oppure religiose (riferite alla Chiesa Cattolica).

La normativa delle festività si regola su varie leggi e decreti sorti a partire dal 1949 ed attribuisce al lavoratore il diritto di astenersi dal lavoro durante un giorno festivo ricevendo comunque una retribuzione.

Le festività italiane sono attualmente 12:

  1. 1 Gennaio: primo giorno dell'anno;
  2. 6 Gennaio: Epifania;
  3. 25 Aprile: Festa di Liberazione;
  4. Domenica di Pasqua;
  5. Lunedì dopo Pasqua: conosciuto come "Pasquetta";
  6. 1° Maggio: Festa del Lavoro;
  7. 2 Giugno: Festa della Repubblica;
  8. 15 Agosto: Assunzione della Beata Vergine;
  9. 1 Novembre: Ognissanti;
  10. 8 Dicembre: Immacolata Concezione;
  11. 25 Dicembre: Natale;
  12. 26 Dicembre: Santo Stefano.

Inoltre, i contratti collettivi considerano generalmente festivo anche il giorno della celebrazione del Santo Patrono di un Comune, ma solo per chi lavora in quel Comune.

Le festività sono retribuite. Ai lavoratori, infatti, spetta la normale retribuzione giornaliera. Se la festività coincide con una Domenica, il lavoratore ha diritto anche ad un'ulteriore retribuzione che corrisponde all'aliquota giornaliera, in quanto è come se fosse stato privato di un giorno di riposo di cui avrebbe invece usufruito se la festività fosse caduta in un giorno settimanale normalmente lavorativo.
Inoltre, se una persona lavora eccezionalmente in un giorno festivo, ha diritto alla normale retribuzione giornaliera, (quella per il tipo di lavoro svolto: retribuzione giornaliera per gli impiegati ed oraria per gli operai) ed anche ad una maggiorazione per il lavoro festivo.

Le festività soppresse (in busta paga nominate "ex festività") sono giorni festivi inizialmente previsti dal nostro ordinamento (Legge n°27 del 1949), ma successivamente abolite (Legge n°54 del 1977).

A partire dal 1977, a seguito della soppressione di queste festività, è stata offerta ai lavoratori dipendenti la possibilità di usufruire nell'arco dell'anno di 4 gruppi di 8 ore ciascuno di permessi individuali retribuiti (quindi in tutto 32 ore), in modo tale da "compensare" queste feste mancate.

Festività: Elenco Avvocati e Studi Legali
Congedo di maternità facoltativo
Dopo i 5 mesi di congedo di maternità obbligatori per legge, la donna può continuare ad astenersi da lavoro grazie al congedo di maternità facoltativo. Questo ulteriore permesso non può superare i 10 mesi, durante i quali la lavoratrice percepisce il 30% del normale stipendio.
Permessi per allattamento
Sono periodi di riposo giornaliero concessi alla neo-mamma lavoratrice per prendersi cura del neonato. I riposi di cui può usufruire dipendono dall’orario quotidiano previsto sul contratto: se supera le 6 ore, ha diritto a 2 riposi al giorno di un’ora ciascuno; se è inferiore, ha diritto ad un solo riposo.
Lavoro notturno: divieti
In Italia non possono svolgere lavori notturni le donne in gravidanza, fino al primo anno di vita del bambino. Inoltre è vietato in caso di particolari condizioni di salute.
Il lavoratore può comunque rifiutarsi di lavorare di notte senza rischiare sanzioni in alcune situazioni (per es. quando ha a carico un disabile).
Congedo di maternità: Inps
Le lavoratrici iscritte all’Inps, durante il periodo di astensione da lavoro per congedo di maternità, hanno diritto ad una indennità, cioè ad una somma di denaro che corrisponde ad una percentuale del normale stipendio (80% di ciò che guadagnano giornalmente). La somma è anticipata in busta paga dal datore di lavoro.
Cassa Integrazione Straordinaria
Può essere richiesta dall’impresa quando le condizioni in cui versa e che hanno portato alla decisione di ridurre l’orario di lavoro o sospendere le attività sono gravi, al punto da rendere difficile credere che un giorno si possa tornare alla normalità (per es. in caso di fallimento).
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