Risoluzione del contratto

La risoluzione: cause che portano allo scioglimento di un contratto

Risoluzione del contratto

La risoluzione del contratto è lo scioglimento del vincolo contrattuale che può avvenire per cause anche impreviste e che non colpisce l'atto in sé, bensì il rapporto tra le persone. Per capire meglio, non si tratta di un difetto del contratto che può portarlo ad essere dichiarato nullo, bensì di qualcosa che impedisce l'esecuzione di una prestazione, cioè non rende possibile fare o dare ciò che prevede il contratto. Quindi il contratto può anche essere ancora perfettamente valido, ma una delle due persone coinvolte - o entrambe - si ritrova a non poter più rispettare gli obblighi previsti in quel documento.

La risoluzione del contratto può essere di due tipi: volontaria e legale.
La risoluzione volontaria - detta anche negoziale - si ha quando sono le persone a decidere volontariamente di sciogliere quel contratto, ad esempio attraverso un nuovo consenso (come il "mutuo consenso" o "mutuo dissenso", un atto con il quale vengono presi nuovi accordi per far sì che spariscano gli effetti del contratto stipulato).

La risoluzione legale, invece, si ha quando sorgono particolari problemi che impediscono di eseguire il contratto, per cui il rapporto tra le persone viene meno anche se quel contratto non ha difetti per i quali potrebbe essere considerato nullo o annullabile.

La risoluzione si applica ai contratti a "prestazioni corrispettive".
In questo tipo di contratti, le persone devono eseguire delle prestazioni ("dare", "fare" o "non fare" qualcosa) legate tra loro da un sinallagma, cioè un legame che fa sì che, se una non fa ciò che deve, l'altra non è obbligata a rispettare il suo impegno. Ad esempio, in un contratto di locazione (quello che viene utilizzato per "affittare" una casa) chi occupa l'appartamento deve pagare una somma mensile, mentre chi lo mette a disposizione è obbligato a far sì che l'altra persona possa viverci. Le prestazioni di queste due persone sono, quindi, intercambiabili: se una non rende abitabile quell'immobile, l'altra non è obbligata a pagare l'affitto.
Il sinallagma nasce quando viene instaurato il rapporto (sinallagma genetico) e continua ad esistere durante il suo svolgimento (sinallagma funzionale). Se manca quello genetico – cioè se per esempio già dall'inizio c'era scritto che una persona era obbligata a pagare senza poter vivere in quella casa – il contratto viene dichiarato nullo per difetto di causa; se invece manca il sinallagma funzionale – cioè, durante il suo svolgimento, una delle due persone non rispetta il proprio obbligo – può esserci una risoluzione del contratto.

Il contratto può essere sciolto con la risoluzione soprattutto in 3 casi.
Si parla, infatti, di:

Risoluzione del contratto: Elenco Avvocati e Studi Legali
Prestito finalizzato o rateale
È una forma di finanziamento che consente di acquistare un bene o servizio ed entrarne subito in possesso, o di goderne, pagandolo a rate. Viene erogato dalla banca o dal rivenditore stesso. È legato all’acquisto che si effettua: acquisto a rate di mobili, auto, ecc.
Risoluzione del contratto
Riguarda i contratti a prestazioni corrispettive, ossia ciascuna parte dà all’altra qualcosa in cambio di qualcosa (es. compra-vendita). Il contratto si può risolvere se, dopo la stipula, sopraggiunge una circostanza che ne impedisce la realizzazione (manca la corrispettività).
Contratto di comodato
È un accordo tra due parti in forza del quale una (comodante) cede all’altra (comodatario) il diritto di uso (non la proprietà) di un certo bene (es. auto), cioè lo presta per un tempo prestabilito (es. 1 anno) oppure per un uso specifico (es. solo per andare al lavoro). Il comodato è gratuito.
Contratti tipici: cosa sono
Sono i contratti giuridicamente previsti e disciplinati (Codice Civile, leggi), ossia devono attenersi a schemi contrattuali definiti. Esempi di contratti tipici: la compravendita, il mutuo, la locazione, l’appalto, contratti bancari (es.: conto corrente), le assicurazioni.
Risoluzione per impossibilità
Dopo la stipula del contratto se una parte non può più rispettare i termini dello stesso a causa di una sopraggiunta impossibilità di cui non ha colpa (es. vendo la casa ma questa crolla per il terremoto), il contratto può essere risolto, sciolto (tramite Giudice).
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