Mora e inadempimento

Mora e inadempimento: cosa succede quando un debitore non salda il suo debito

Inadempimento

Si parla di inadempimento quando un debitore non rispetta l'obbligazione, cioè non obbedisce all'obbligo di eseguire una prestazione – quindi "dare", "fare" o "non fare" qualcosa in favore del suo creditore – oppure lo fa nel modo sbagliato.
Se per esempio Michele, per ripagare Luca delle 3000 euro che gli ha dato, aveva l'obbligo di tagliare le siepi nel suo giardino entro un mese ma non lo fa oppure lo fa in modo sbagliato (alcune le taglia, altre no, altre vengono proprio estirpate senza motivo), verrà considerato dalla legge come "inadempiente", cioè una persona che non ha compiuto il suo dovere.

Per esserci inadempimento è necessaria la responsabilità del debitore: la cosa che non ha fatto o che ha fatto male deve esser stata provocata da lui, perché non ha utilizzato "diligenza" (non ha lavorato come si deve) oppure magari si è rifiutato di farla. Se invece non ha potuto eseguire la prestazione per ragioni diverse come eventi che non poteva prevedere e non dipendevano da lui (ad esempio per colpa di una frana), non si parlerà allora di inadempimento: l'obbligazione, infatti, verrà considerata estinta per "impossibilità sopravvenuta non imputabile al debitore".

Per maggiori informazioni vedi:

Inadempimento assoluto o relativo, Mora del creditore

L'inadempimento assoluto si ha quando non è più possibile eseguire la prestazione, per colpa del comportamento del debitore (Michele si rifiuta di sistemare le siepi) oppure perché è scaduto il tempo e il creditore non è più interessato a quella cosa: Luca aveva bisogno delle siepi sistemate per festeggiare in giardino il suo compleanno, ma, visto che la prestazione non è avvenuta ed il suo compleanno è passato, non ha più interesse in quella prestazione.
Il debitore inadempiente è a questo punto obbligato dalla legge a risarcire i danni al suo creditore.

L'inadempimento relativo si ha quando è ancora possibile eseguire la prestazione, anche se il tempo è scaduto: Luca, nonostante sia passato il suo compleanno, vuole comunque che Michele rispetti il suo obbligo e sistemi le siepi.
Il debitore in questo caso subisce la "mora del debitore": non solo deve rispettare comunque l'obbligazione ed eseguire la prestazione, ma deve anche risarcire i danni provocati dal ritardo. Michele dovrà quindi tagliare le siepi quanto prima e pagare una somma aggiuntiva per risarcire Luca per i danni che il suo ritardo ha provocato.

La mora del creditore. Se l'inadempimento (o il ritardo) è stato causato dal comportamento del creditore, invece, si parla di "mora del creditore": se Michele non ha potuto provvedere al taglio delle siepi in quanto Luca per l'intero mese non è stato in casa e non gli ha lasciato aperto l'accesso al giardino, la prestazione non è avvenuta non per colpa del debitore, ma del creditore. Luca, quindi, non solo non avrà più diritto ad un eventuale risarcimento, ma potrà trovarsi, invece, nella condizione di dover essere lui a risarcire il suo debitore per il danno che gli ha provocato impedendogli di eseguire la prestazione.

Mora e inadempimento: Elenco Avvocati e Studi Legali
Contratti: effetti obbligatori
Sono obbligatori gli effetti che conseguono ad un contratto che comporti "obbligazioni": dopo la firma i contraenti hanno l’obbligo specifico di dare (es. pagare), e/o fare qualcosa (es. prestazione), e/o non fare qualcosa (es. non puoi godere di questo bene fino al 2021).
Contratto di permuta: cos’è
È un contratto consensuale attraverso il quale due persone si "scambiano" la proprietà di beni, senza esborso di denaro. Due persone possono quindi "barattare" tra loro: auto, case, terreni, oggetti, ecc. Lo scambio può riguardare beni già esistenti ma anche futuri.
Ipoteca: cos’è
È una forma di garanzia per il creditore, costituita dal bene stesso del credito/debito. Se il debitore non paga, il creditore può rivalersi sul bene stesso. Es. facendo un’ipoteca, compro una casa da Pino; se non pago, Pino può chiedere al Giudice che io sia espropriato della casa.
Prestito a dipendenti: cos’è
È una forma di finanziamento che viene concessa a lavoratori dipendenti (pubblici o privati). Può essere finalizzato (legato ad un acquisto) o non finalizzato (disporre di una data liquidità). La garanzia del rimborso è data da parte del reddito da lavoro dipendente o del TFR maturato.
Rescissione del contratto
Se il contratto presenta uno squilibrio notevole (difetto genetico, cioè già al momento della stipula, ma non "visto") tra la prestazione di una parte e il corrispettivo dell’altra, la parte che "patisce" lo squilibrio può rescindere dal contratto (entro un anno dalla stipula).
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