Procedure concorsuali

Procedure concorsuali: fallimento, liquidazione coatta, concordato preventivo, amministrazione straordinaria

Procedure concorsuali: definizione

Le procedure concorsuali sono una serie di operazioni legali che vengono avviate quando un'impresa commerciale vive una condizione di grave crisi economica oppure risulta insolvente, cioè non è in grado di saldare i suoi debiti.
Attualmente il nostro ordinamento prevede la possibilità di attivare 4 procedimenti differenti:

Obiettivo principale di queste procedure è quello di riuscire a tutelare i creditori di una realtà economica, ovvero fare in modo che, nonostante la situazione, possano comunque vedersi restituire ciò che spetta loro di diritto. Proprio per questo, indipendentemente dal tipo di procedura concorsuale avviata, durante le operazioni devono essere coinvolti tutti coloro che vantano un credito nei confronti dell'impresa.

Le differenze tra un tipo di procedimento ed un altro riguardano le dimensioni e la natura dell'impresa in crisi, ciò che si ha intenzione di ottenere con quell'operazione (se, per esempio, si vuole arrivare alla liquidazione totale del patrimonio) e come verrà raggiunto quello scopo.

Il fallimento è la procedura più conosciuta e solitamente più temuta, per via delle conseguenze che comporta per l'impresa in crisi. Con questa operazione, infatti, si realizza una esecuzione forzata dei suoi beni, ovvero il patrimonio aziendale viene sottratto forzatamente, beni mobili ed immobili vengono venduti (liquidazione dell'attivo) ed il ricavato della vendita viene distribuito ai creditori (ripartizione dell'attivo).
La procedura fallimentare può essere avviata solo se l'impresa risulta in stato di insolvenza e possono fallire solo le imprese e le società commerciali, mentre sono esclusi dall'operazione i piccoli imprenditori e gli enti pubblici economici.

La liquidazione coatta amministrativa è un'operazione prettamente dedicata a realtà economiche particolari come banche, società cooperative, istituti per le case popolari, imprese assicurative e, in generale, tutte quelle imprese che rispecchiano interessi particolari o per via delle quali vi è un impegno diretto da parte dello Stato.
Dal momento che la crisi di queste realtà potrebbe comportare conseguenze anche nel settore pubblico, lo scopo principale della liquidazione coatta è proprio quello di tutelare e soddisfare prevalentemente l'interesse generale e solo in un secondo momento anche quello privato di eventuali creditori.
Inoltre, lo svolgimento della procedura e gli effetti che comporta sono comunque uguali a quelli del fallimento: le norme che regolamentano la liquidazione coatta amministrativa, infatti, rimandano alle indicazioni fornite dalla legge fallimentare per il fallimento.

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale che il nostro ordinamento ha previsto in alternativa al fallimento ed alla liquidazione coatta. Il suo obiettivo principale è evitare che vengano avviate tali operazioni e "salvare" l'impresa.
Concretamente si tratta di un vero e proprio accordo che l'imprenditore in crisi prende con i suoi creditori, relativo al modo in cui verranno saldati i debiti. Questo accordo deve avvenire prima che si arrivi ad una dichiarazione di fallimento.
Grazie al concordato preventivo, l'imprenditore conserva amministrazione e disponibilità dei beni della sua impresa, ma deve rispettare precise direttive fornite dal giudice delegato e sottostare alla vigilanza di un apposito organo di controllo.

L'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi è, infine, una procedura prevista dal nostro ordinamento nel caso in cui l'impresa in difficoltà sia una realtà di grosse dimensioni, all'interno della quale sono impiegati non meno di 200 lavoratori subordinati.
Scopo di questa operazione è cercare di salvare l'impresa per evitare tutte quelle ripercussioni sia economiche che sociali che potrebbero scatenarsi con il suo fallimento e la sua chiusura. L'amministrazione straordinaria, però, può essere avviata solo se esistono concrete possibilità di rimettere l'azienda economicamente in sesto.

Una procedura concorsuale è sempre un'operazione particolarmente delicata e soprattutto complessa. Per questa ragione il nostro ordinamento ha predisposto appositi organismi che hanno il compito di occuparsi dello sviluppo di ogni singolo procedimento.
Di seguito, quindi, vediamo in modo dettagliato cosa un'impresa in crisi e/o insolvente si ritrova a dover affrontare nel momento in cui viene avviata una procedura, quali sono le figure che incontrerà durante lo svolgimento della stessa, quali effetti subirà una volta conclusa l'operazione:

Procedure concorsuali: Elenco Avvocati e Studi Legali
Liquidazione coatta
Procedura concorsuale disciplinata dalla legge fallimentare, la liquidazione coatta amministrativa è una misura alternativa al fallimento. Rivolta a specifiche imprese (banche, assicurazioni, consorzi, ecc) ha lo scopo di tutelare sia i creditori che l’interesse pubblico.
Segni distintivi: insegna
È il simbolo esposto fuori dai locali dell’impresa, che la rende riconoscibile. Può essere composta da parole e/o immagini. Deve rispettare i criteri di originalità, novità e verità. Per esporre un’insegna occorre: informarsi sulle norme in materia (in comune); pagare la tassa comunale.
Impresa, azienda, ditta
Impresa: è l’attività svolta dall’imprenditore e può essere agricola, commerciale o artigiana. Azienda: è l’insieme dei beni che l’imprenditore organizza per svolgere l’attività (es: locali, macchinari, attrezzature, ecc). Ditta: è il nome dell’impresa e che la "distingue" dalle altre.
Reati concorsuali: quali sono
Tra i principali reati concorsuali (o fallimentari) rientrano: la bancarotta semplice; la bancarotta fraudolenta; il ricorso abusivo al credito; denuncia di creditori inesistenti e altre inosservanze. Ogni reato è punito con pene detentive, che variano dai 6 mesi ai 10 anni.
Società di persone: tipi
Le società di persone si distinguono in: Società semplice (S.s.); Società in nome collettivo (S.n.c.); Società in accomandita semplice (S.a.s.). Sono tutte a responsabilità illimitata e solidale per cui, in caso di fallimento della società, falliscono personalmente anche tutti i soci.
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