Avvocato Diritto Industriale

Avvocato diritto industriale, proprietà intellettuale e concorrenza

Avvocato Diritto Industriale: definizione e descrizione

Il Diritto Industriale è una disciplina strettamente collegata al Diritto Commerciale, al punto da rendere difficile riuscire ad individuare con precisione un confine netto tra le due cose. Anche questo ramo del diritto, infatti, raccoglie una serie di norme sorte in Italia al fine di regolamentare la vita delle imprese, gestire nel miglior modo possibile i rapporti giuridici che possono instaurare, difenderle da tutto ciò che può mettere in pericolo la loro stessa sopravvivenza.

Il Diritto Industriale punta l'attenzione in modo particolare su due argomenti importantissimi in ambito industriale: la Proprietà Intellettuale e la Concorrenza.

La Proprietà Intellettuale tutela le opere dell'ingegno, ovvero idee, invenzioni, creazioni frutto della mente umana.
Viene normalmente suddivisa in due ulteriori categorie:

La Concorrenza raccoglie tutte le leggi previste dal nostro ordinamento al fine di evitare che un'impresa possa prevalere su altre simili e dominare il mercato di riferimento attraverso l'adozione di comportamenti scorretti che danneggiano le sue rivali.

Avvocato Diritto Industriale: l'avvocato che si occupa di Diritto Industriale segue il cliente ad esempio quando è necessario sbrigare le varie pratiche burocratiche obbligatorie per il deposito di un brevetto o la registrazione di un marchio.
La sua assistenza risulta particolarmente efficace ed importante per affrontare controversie di natura legale nate in situazioni in cui un imprenditore è vittima (o, al contrario, si è reso artefice) di episodi di concorrenza sleale, fenomeni di contraffazione, violazione del Diritto d'Autore, ecc.

Avvocato Diritto Industriale: Elenco Avvocati e Studi Legali
Multa e Ammenda: differenza
Sono entrambe pene pecuniarie, cioè consistono nel pagamento di una somma di denaro. La multa è la pena per i reati più gravi (delitti); l’importo varia da 50,00 a 50.000 €. L’ammenda, invece, è prevista per i reati minori (contravvenzioni) e l’importo va da 20,00 a 10.000 €.
Sentenza passata in giudicato
È la sentenza definitiva che non può più essere impugnata, o perché sono scaduti i termini per l’impugnazione, o perché si sono usate tutte le possibilità di impugnazione e la sentenza è stata confermata. Una sentenza "in giudicato" acquisisce efficacia esecutiva definitiva (condanna).
Impugnazione della sentenza
Impugnare una sentenza significa richiedere una modifica o la cancellazione della decisione presa dal giudice (la sentenza appunto), tramite ricorso, reclamo, appello, ecc, perché la si ritiene errata o ingiusta. L’impugnazione comporta l’avvio di un nuovo grado di giudizio.
Chi è l’imputato?
È il "sospettato" che, al termine dell’indagine preliminare condotta dal Pubblico Ministero, risulta responsabile di un determinato reato e per questo viene rinviato a giudizio. Nei suoi confronti si instaura un processo penale.
Corte Suprema di Cassazione
È il Tribunale di ultima istanza che verifica la legittimità delle sentenze (civili e penali) emesse dai Tribunali Ordinari. La Corte non valuta il "fatto" (es. reato), ma se nel corso del processo la legge è stata interpretata e applicata correttamente. Ha sede unica a Roma.
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