Mercato del Lavoro

Mercato del lavoro: mediazione, servizi per l'impiego, agenzie per il lavoro, collocamento persone disabili

Il mercato del lavoro: definizione e descrizione

Il mercato del lavoro è quel luogo non fisico dove si realizza lo scambio tra domanda ed offerta di lavoro, all'interno del quale datori di lavoro e lavoratori si muovo con scopi differenti: un imprenditore, infatti, cerca in esso persone da assumere (quindi realizza una "domanda", in quanto richiede manodopera), un lavoratore, invece, mette a disposizione le sue capacità lavorative (quindi "offre" il suo lavoro).
Questo scambio è influenzato proprio dall'equilibro tra domanda ed offerta: se ci sono poche richieste di personale, infatti, è più difficile per una persona trovare un impiego.
Per questo, all'interno del mercato del lavoro sono spesso necessarie "attività di mediazione", cioè una serie di operazioni che hanno lo scopo di facilitare l'incontro tra domanda ed offerta (per esempio la ricerca e selezione di personale, gli interventi per il ricollocamento dei lavoratori, ecc.).

Il Mercato del Lavoro in Italia è regolato da una disciplina che ha subito importanti modifiche negli ultimi vent'anni, attraverso la nascita di norme che si sono concentrate sulle attività di mediazione, sui soggetti che possono eseguirle e sulle procedure di assunzione dei lavoratori nel nostro Paese, comprese quelle necessarie per lavoratori disabili o provenienti da Stati che non fanno parte della Comunità Europea.

La Riforma del Mercato del lavoro - per ciò che riguarda il collocamento della manodopera - ha preso il via negli anni Novanta.
Prima di allora, infatti, nel nostro Paese tutte le attività di mediazione tra domanda ed offerta potevano essere svolte solo dallo Stato tramite i suoi uffici pubblici, mentre era in vigore un vero e proprio "divieto di mediazione privata".
Verso la fine degli anni Novanta, invece, questo regime di monopolio statale è stato soppresso con nuove disposizioni di legge, per cui attualmente possono occuparsi di attività di mediazione sia operatori pubblici che privati (ad esempio le attuali agenzie per il lavoro).
Entrambi, nell'eseguire queste operazioni, devono rispettare una serie di divieti di legge, come il divieto di indagare sulle opinioni personali dei lavorati e dar vita a trattamenti discriminatori.

Anche la procedura di assunzione ha subito modifiche a partire dagli anni Novanta.
In passato, infatti, per assumere una persona era necessario far riferimento solo agli uffici pubblici: chi cercava lavoro, doveva iscriversi in liste di collocamento gestite da questi uffici, all'interno delle quali si veniva inseriti in una speciale graduatoria in base alla propria situazione (a titoli di studio, anzianità d'iscrizione, ecc.); l'imprenditore intenzionato ad assumere, doveva inviare a questi uffici una richiesta numerica (sulla quale indicare solo il numero dei lavoratori di cui aveva bisogno) ed ottenere il nulla-osta per l'assunzione.

La legge sulla procedura di assunzione n. 608 del 28 Novembre 1996 ha modificato per prima questo meccanismo, introducendo l'assunzione diretta del lavoratore, cioè una nuova procedura grazie alla quale è possibile assumere qualcuno senza l'intervento degli uffici pubblici (centri per l'impiego) ma solo rispettando l'obbligo di comunicar loro l'operazione.
Fino alla fine degli anni Novanta, però, chi cercava lavoro doveva ancora iscriversi alle liste di collocamento, munirsi di libretto di lavoro e recarsi almeno una volta l'anno presso questi uffici per confermare lo stato di disoccupazione.
Per questo motivo, la disciplina è stata, poi, migliorata a partire dal 2000, anno in cui ha visto la luce l'elenco anagrafico informatico. Su questo elenco possono iscriversi liberamente inoccupati, disoccupati o lavoratori in cerca di nuova occupazione senza obblighi di aggiornamento o altro: l'iscrizione, infatti, dura fino a quando una persona non raggiunge l'età per la pensione di vecchiaia.

Il mercato del lavoro oggi è quindi caratterizzato da particolari meccanismi e discipline speciali. Di seguito vediamo quali sono gli argomenti più importanti che intervengono in questo settore:

Mercato del Lavoro: Elenco Avvocati e Studi Legali
Ferie
Il lavoratore ha diritto ad un periodo di riposo retribuito annuale. La sua durata è stabilita dai contratti collettivi nazionali a seconda del settore lavorativo.
Il lavoratore non può mettersi in ferie liberamente: è il datore di lavoro a stabilire quando può usufruirne, in base alle esigenze aziendali ed agli stessi interessi del dipendente.
Contratto di apprendistato
È destinato a giovani fino ai 29 anni. Grazie ad esso un ragazzo può lavorare e contemporaneamente specializzarsi nel settore in cui è impiegato, seguendo specifici percorsi formativi.
Attualmente la sua durata minima è di 6 mesi, mentre il limite massimo dipende dalla qualifica che si vuole conseguire.
Congedo di maternità
Permette ad una donna di astenersi da lavoro in caso di gravidanza. È un congedo obbligatorio: per legge, infatti, la donna non può lavorare in prossimità del parto. Dura in totale 5 mesi: 2 precedenti il parto, 3 successivi. La donna può anche scegliere di astenersi da lavoro 1 mese prima della nascita e 4 dopo.
Retribuzione
Il lavoratore ha il diritto di essere pagato per l’attività. La legge prevede varie forme di retribuzione, divise in "ordinarie" (a tempo; a cottimo) e "speciali" (in natura; provvigioni; partecipazione agli utili; differita). La somma minima è stabilita dai contratti collettivi in base ai vari settori lavorativi.
Congedo di maternità: Inps
Le lavoratrici iscritte all’Inps, durante il periodo di astensione da lavoro per congedo di maternità, hanno diritto ad una indennità, cioè ad una somma di denaro che corrisponde ad una percentuale del normale stipendio (80% di ciò che guadagnano giornalmente). La somma è anticipata in busta paga dal datore di lavoro.
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