Telelavoro

La normativa sul telelavoro e sul telelavoro a domicilio in Italia

Telelavoro: cos'è il lavoro a distanza

Il telelavoro è un modo particolare di eseguire un'attività lavorativa, caratterizzato dal fatto che il lavoratore compie il suo dovere "a distanza", in un luogo diverso dalla sede dell'azienda, servendosi di strumenti informatici e telematici (computer, fax, ecc.).
Questo modo di lavorare può riguardare un rapporto di lavoro autonomo, ma anche un rapporto parasubordinato (ad esempio quando il lavoratore è assunto con un contratto Co.co.pro) ed un rapporto subordinato (ad esempio quando è assunto a tempo pieno ed indeterminato). In quest'ultimo caso, anche il telelavoratore è infatti considerato "dipendente" del datore di lavoro, quindi è sottoposto al suo potere direttivo, di controllo e disciplinare: pur lavorando fuori dalla normale sede di lavoro, si serve di tecnologie che gli permettono di comunicare costantemente con l'impresa ed integrarsi perfettamente all'organizzazione aziendale.

Telelavoro: normativa. Il lavoro a distanza è stato disciplinato in modo specifico dalla nostra legge solo per il settore pubblico, mentre per il settore privato è prevista una disciplina generale nell'Accordo Interconfederale del 2004 (con il quale è stato recepito in Italia l'Accordo Quadro Europeo sul Telelavoro del 2002).
La regolamentazione dettagliata è, invece, affidata alla contrattazione collettiva. Il nostro ordinamento ha cercato di incentivare il telelavoro nel 2012 attraverso la Legge di stabilità, indicando anche alcuni casi in cui è possibile utilizzarlo, ad esempio per facilitare l'assunzione di lavoratori disabili e per il reinserimento dei lavoratori in mobilità.

Ai telelavoratori sono comunque riconosciuti gli stessi diritti e le stesse forme di tutela di cui godono tutti i lavoratori.
Lo Statuto dei Lavoratori, infatti, viene applicato anche in caso di telelavoro, e viene prestata particolare attenzione alla "tutela della personalità e della libertà morale del lavoratore", quindi alla sua Privacy.

Tipi di telelavoro: mobile, comunitario, a domicilio

Il telelavoro in Italia viene utilizzato in vari modi, ed assume, quindi, forme diverse a seconda delle esigenze, del contesto, del luogo in cui si esegue l'attività a distanza. Si parla soprattutto di ufficio satellite, teleimpresa, lavoro mobile, centro di lavoro comunitario e telelavoro a domicilio.

L'ufficio satellite si ha quando un'impresa decide di "delocalizzare" le proprie attività, cioè di far sì che vengano eseguite in zone geografiche diverse da quelle della sede centrale. Si tratta, quindi, di una sede decentrata dell'impresa, collegata alla principale tramite una rete telematica.

La teleimpresa – chiamata anche "impresa di lavoro a distanza" - è un'azienda che opera prevalentemente o esclusivamente attraverso la rete, offrendo a distanza ai propri clienti servizi come contabilità, elaborazione dati e testi, documentazioni ecc. oppure prodotti speciali come software.

Il lavoro mobile è quello che viene eseguito da una persona spostandosi in luoghi diversi. Il lavoratore si reca lì dove è richiesto il suo intervento ed opera attraverso l'utilizzo di computer portatili, tablet, smartphone, quindi di strumenti che gli permettono di restare in contatto con il sistema informatico centrale dell'azienda ovunque si trovi (pensiamo, per esempio, ad un giornalista).

Il centro di lavoro comunitario - chiamato anche "telecottage" - è una struttura condivisa da più aziende, dotata di strumenti telematici ed informatici. Si tratta, quindi, di un unico spazio fisico, all'interno del quale i telelavoratori eseguono a distanza attività per conto di queste imprese diverse.

Il telelavoro a domicilio – o telelavoro da casa – è la forma più conosciuta e diffusa. Si ha quando il lavoratore esegue l'attività direttamente dalla propria abitazione, restando in contatto con l'impresa grazie a mezzi di comunicazione vari.
Può nascere come rapporto subordinato, parasubordinato oppure autonomo a seconda dei casi e può anche essere alternato con la presenza fisica in sede (ad esempio, il lavoratore si reca in azienda un giorno al mese).
Con il telelavoro da casa è possibile eseguire numerose attività, partendo dal classico telemarketing fino ad arrivare all'organizzazione di eventi, ai lavori di grafica, al giornalismo, ecc.

Telelavoro: Elenco Avvocati e Studi Legali
Lavoro intermittente o a chiamata
È un rapporto subordinato per il quale il lavoratore svolge attività in modo discontinuo, cioè solo quando viene chiamato a farlo dal datore. Per legge non può superare i 400 giorni in 3 anni. È riservato a lavoratori con più di 55 anni o che non hanno ancora compiuto i 24 anni.
Contratto a tempo determinato
Si ha quando un lavoratore viene assunto solo fino ad una data prestabilita.
La scadenza iniziale può essere posticipata (può essere, quindi, “prorogato”) oppure, al termine del contratto, può esserne stipulato un altro (viene dunque “rinnovato”).
Congedo per malattia del figlio
Possono usufruirne entrambi i genitori lavoratori, ma non contemporaneamente. La sua durata dipende dall’età del bambino che si è ammalato: se ha meno di 3 anni, ogni genitore può astenersi da lavoro fino a quando non sarà guarito; se ha tra 4 e 8 anni, massimo 5 giorni all’anno.
Congedo di maternità
Permette ad una donna di astenersi da lavoro in caso di gravidanza. È un congedo obbligatorio: per legge, infatti, la donna non può lavorare in prossimità del parto. Dura in totale 5 mesi: 2 precedenti il parto, 3 successivi. La donna può anche scegliere di astenersi da lavoro 1 mese prima della nascita e 4 dopo.
Lavoro parasubordinato: cos’è
È quel rapporto di lavoro grazie al quale una persona da un lato esegue l’attività in piena autonomia, dall’altro deve comunque rispettare necessità, finalità, organizzazione dell’azienda. Tipici contratti di lavoro parasubordinato sono CO.CO.CO. e CO.CO.PRO.
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