Lavoro Subordinato

Rapporto di lavoro subordinato e parasubordinato: caratteristiche e differenze con il lavoro autonomo

Lavoro subordinato: definizione e significato

Il lavoro subordinato è quella forma di impiego attraverso la quale un lavoratore diventa "dipendente" di un'altra persona, cioè esegue l'attività per la quale è stato assunto obbedendo ad ordini e indicazioni del datore di lavoro, in cambio di un compenso.
Il Codice Civile non dà una definizione precisa di questo tipo di lavoro, bensì descrive il lavoratore subordinato come colui che si obbliga a collaborare nell'impresa, eseguendo il suo lavoro alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore.

Lavoro subordinato: caratteristiche. Per essere considerato subordinato, il rapporto di lavoro deve avere particolari caratteristiche.
Tra queste, la più importante è la presenza di un "vincolo di subordinazione", cioè un legame di dipendenza tra lavoratore e datore di lavoro.
Per capire se c'è subordinazione o meno, bisogna valutare il rapporto seguendo due criteri:

Lavoro subordinato e lavoro autonomo. In un impiego autonomo il lavoratore esegue un'attività senza alcun vincolo di subordinazione.
In realtà non è sempre facile capire quando una persona sta lavorando in modo autonomo oppure subordinato. Esistono, infatti, anche particolari forme d'impiego - il cosiddetto "lavoro parasubordinato" - per via delle quali un lavoratore, se da un lato gode di una certa autonomia, dall'altro è comunque obbligato a coordinarsi con l'organizzazione aziendale presso la quale opera.
Per capire, allora, che tipo di rapporto di lavoro si è instaurato concretamente, è necessario verificare se in esso sono presenti le caratteristiche principali della subordinazione nonché suoi elementi secondari, ad esempio se c'è un orario di lavoro predeterminato da rispettare o se viene pagata una retribuzione a cadenza fissa.
In modo particolare, per il nostro ordinamento è importante puntare l'attenzione più sul "comportamento" assunto da lavoratore e datore che sul tipo di contratto che hanno stipulato: non è raro, infatti, ritrovarsi di fronte situazioni in cui il lavoratore, pur essendo stato assunto per esempio con un contratto Co.co.pro (Contratto di Collaborazione a Progetto, quindi lavoro parasubordinato che dovrebbe garantirgli comunque una certa autonomia), si ritrova poi a lavorare in modo totalmente dipendente dagli ordini del suo datore di lavoro.

Il rapporto di lavoro subordinato si instaura e viene regolato attraverso varie forme contrattuali. Di seguito elenchiamo le più comuni:

Lavoro Subordinato: Elenco Avvocati e Studi Legali
Contratto di apprendistato: retribuzione
L’apprendista può ricevere dal 60% di ciò che guadagna un lavoratore qualificato dello stesso livello fino al 100%. Sono i contratti collettivi nazionali a stabilire la retribuzione, che varia in base a tipo di contratto, livello di inquadramento, qualifica da conseguire.
Orario di lavoro
L’orario di lavoro che può essere imposto al dipendente è indicato dai contratti collettivi nazionali, in base al settore lavorativo.
L’orario settimanale può essere: legale, cioè stabilito dalla legge (massimo 40 ore); contrattuale, cioè stabilito dal contratto collettivo (che può indicare un limite inferiore a quello legale).
Contratto Part-Time
Si ha quando il lavoratore segue un orario inferiore rispetto a quello previsto per il suo settore. Il Part-Time può essere: orizzontale (lavora tot ore al giorno tutti i giorni), verticale (lavora solo alcuni giorni a settimana o settimane del mese, ecc.) oppure misto (una fusione delle due forme precedenti)
Congedo di maternità facoltativo
Dopo i 5 mesi di congedo di maternità obbligatori per legge, la donna può continuare ad astenersi da lavoro grazie al congedo di maternità facoltativo. Questo ulteriore permesso non può superare i 10 mesi, durante i quali la lavoratrice percepisce il 30% del normale stipendio.
Cassa Integrazione
La Cassa Integrazione Guadagni consiste in una somma di denaro offerta al lavoratore in caso di riduzione dell’orario di lavoro (e quindi anche dello stipendio) o sospensione dell’attività. Questa somma corrisponde ad una percentuale di ciò che avrebbe normalmente guadagnato per quelle ore di lavoro mancate.
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