Inquadramento Lavorativo

L'Inquadramento Lavorativo. Mansione, qualifica, categoria

Inquadramento professionale e lavorativo

L'inquadramento lavorativo è una particolare operazione che permette alla nostra legge ed ai contratti collettivi nazionali di classificare i lavoratori e di stabilire, quindi, quale trattamento economico e normativo deve essere applicato ai singoli casi. È in base a questo inquadramento che, per esempio, lo stipendio di un impiegato è diverso da quello di un dirigente d'azienda.

L'inquadramento professionale del lavoratore è strettamente collegato alle attività che deve eseguire all'interno dell'azienda. Si parla, nello specifico, di "mansioni" affidate al lavoratore e riportate sul contratto.

La mansione è ciò che concretamente il lavoratore deve fare, quindi l'insieme di attività e compiti che deve obbligatoriamente eseguire in azienda e che il datore di lavoro può pretendere da lui.
In base alle mansioni, al momento dell'assunzione vengono attribuite al lavoratore una "qualifica" ed una "categoria".

La qualifica è il ruolo che il lavoratore assume all'interno dell'azienda (ad esempio, carpentiere) in base alle sue mansioni. Questo ruolo gli viene attribuito dal datore di lavoro stesso, il quale - per legge - è obbligato a comunicarglielo. Grazie alla qualifica è possibile individuare la posizione del lavoratore nell'organizzazione aziendale nonché il trattamento economico, normativo e previdenziale che gli deve essere applicato.
L'insieme delle qualifiche dà vita ad una "categoria" lavorativa.

La categoria è il gruppo professionale al quale appartiene il dipendente.
Le categorie sono individuate sia dal Codice Civile (articolo 2095) che dalla contrattazione collettiva nazionale. Si parla, quindi, di "categorie legali" e "categorie contrattuali".

Le categorie legali sono:

  1. Dirigenti: svolgono compiti di direzione dell'azienda o di un suo ramo e possono prendere autonomamente decisioni importanti.
    Ad essi si applica una normativa diversa rispetto agli altri subordinati: ad esempio, non vengono applicate le regole su licenziamenti, orario di lavoro e contratto a termine, mentre hanno diritto a trattamento economico e previdenziale migliore;
  2. Quadri: pur non essendo dirigenti, svolgono mansioni importanti per lo sviluppo ed il raggiungimento degli obiettivi dell'azienda.
    Ad essi vengono applicate di solito le norme riservate agli impiegati;
  3. Impiegati: svolgono professionalmente l'attività con funzioni di collaborazione "di concetto" e "di ordine". Si parla, infatti, di impiegato di concetto per indicare chi esegue attività intellettuali con una certa autonomia ed assume anche alcune responsabilità, e di impiegato d'ordine per indicare, invece, chi ha solo mansioni esecutive, cioè rispetta solo le disposizioni dei superiori. Per gli impiegati, inoltre, sono escluse le attività di semplice manodopera;
  4. Operai: tutti quei lavoratori che non rientrano nella categoria degli impiegati.

Le categorie contrattuali aggiunte dalla contrattazione collettiva sono:

  1. Funzionari: lavorano nei settori del credito e delle assicurazioni con funzioni direttive;
  2. Intermedi: coloro che guidano e controllano un gruppo di operai, come un capo operaio.

Inquadramento lavorativo: livelli. Per le categorie legali, inoltre, la contrattazione collettiva ha individuato vari livelli di professionalità in cui devono essere inquadrati i lavoratori, stabilendo per ciascun livello un determinato trattamento economico e normativo.
I livelli di inquadramento professionale individuati dalla contrattazione collettiva all'interno delle categorie legali riguardano soprattutto impiegati di concetto ed operai.

Per gli impiegati di concetto si parla di:

Per gli operai, invece, la contrattazione distingue tra:

L'inquadramento contrattuale del lavoratore ha subìto, però, delle modifiche negli anni Settanta, quando la contrattazione collettiva ha introdotto un nuovo sistema di classificazione professionale chiamato "Inquadramento Unico".
Grazie all'Inquadramento Unico è sparita la distinzione tra impiegati ed operai: sono, infatti, entrambi ordinati in un'unica scala, all'interno della quale vengono individuati vari livelli professionali (7-8) che corrispondono ad altrettanti livelli retributivi. L'appartenenza ad un livello piuttosto che ad un altro è determinata da "declaratorie" (definizioni generali delle caratteristiche dell'attività eseguita) e da "esemplificazioni" (elenco delle mansioni specifiche di ogni profilo professionale).

Inquadramento Lavorativo: Elenco Avvocati e Studi Legali
Contratto prestazione d’opera
Il contratto d’opera, o di lavoro autonomo, è l’accordo stipulato tra due parti in base al quale una (artigiano o professionista) si impegna a realizzare un’opera (lavoro) o un servizio (prestazione), in favore dell’altra (cliente), dietro compenso.
Retribuzione
Il lavoratore ha il diritto di essere pagato per l’attività. La legge prevede varie forme di retribuzione, divise in "ordinarie" (a tempo; a cottimo) e "speciali" (in natura; provvigioni; partecipazione agli utili; differita). La somma minima è stabilita dai contratti collettivi in base ai vari settori lavorativi.
Contratto di apprendistato
È destinato a giovani fino ai 29 anni. Grazie ad esso un ragazzo può lavorare e contemporaneamente specializzarsi nel settore in cui è impiegato, seguendo specifici percorsi formativi.
Attualmente la sua durata minima è di 6 mesi, mentre il limite massimo dipende dalla qualifica che si vuole conseguire.
Lavoro autonomo: cos’è
È l’attività svolta da un lavoratore ("prestatore d’opera") per conto di un’altra persona in piena autonomia: può decidere per es. modalità di svolgimento, tempi, luoghi, ecc.
Si tratta della forma di lavoro tipica di professionisti come medici, avvocati, ecc., ma anche di imprenditori, agricoltori, ecc.
Contratto Part-Time
Si ha quando il lavoratore segue un orario inferiore rispetto a quello previsto per il suo settore. Il Part-Time può essere: orizzontale (lavora tot ore al giorno tutti i giorni), verticale (lavora solo alcuni giorni a settimana o settimane del mese, ecc.) oppure misto (una fusione delle due forme precedenti)
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