Diritto Sindacale

Il Diritto sindacale e le organizzazioni sindacali

Cos'è il diritto sindacale

Il Diritto Sindacale è un ramo del Diritto – esattamente del Diritto del Lavoro – che si concentra sulle "organizzazioni sindacali", cioè su quelle realtà organizzative che rappresentano i vari soggetti coinvolti nel processo produttivo di un paese (le persone che operano nel cosiddetto mondo del lavoro).
La libertà di riunirsi in gruppi di questo tipo è sancita dalla nostra stessa Costituzione.
Si parla, quindi, dei classici sindacati, i quali possono rappresentare tutte le categorie lavorative: esistono organizzazioni sindacali per i lavoratori ed organizzazioni sindacali per i datori di lavoro.

Le norme del Diritto Sindacale sono nate con lo scopo di disciplinare quel conflitto d'interessi che si crea in un paese quando c'è una diversa distribuzione del potere di produzione. In modo particolare, questa materia interviene in quello che viene chiamato "conflitto industriale" - cioè nelle situazioni di ostilità che possono nascere tra chi ha la proprietà dei mezzi di produzione (datori di lavoro) e chi, invece, mette a disposizione la sua forza-lavoro (lavoratori) - cercando di tutelare in qualche modo tutte le categorie lavorative.
Le sue norme sono sorte a volte per volere dello Stato, altre, invece, per volere delle stesse organizzazioni sindacali o, infine, anche da negoziazioni che ci sono state tra loro.

Il Diritto del Lavoro è, dunque, una materia vasta ed in continua evoluzione proprio perché non comprende solo le leggi che disciplinano i rapporti tra lavoratori e datori di lavoro e quelle che indicano come devono essere eseguite le prestazioni lavorative, ma anche le relazioni sindacali che si instaurano tra questi organi di rappresentanza, le norme che sono state via via create nel corso del tempo per tutelare gli interessi collettivi delle varie categorie lavorative presenti nella nostra società.

Gli argomenti più importanti che rientrano nel Diritto Sindacale sono:

Diritto Sindacale: Elenco Avvocati e Studi Legali
Congedi formativi
Sono periodi di assenza da lavoro giustificati per motivi di studio che vanno oltre le 150 ore concesse dal diritto allo studio. Il lavoratore mantiene il posto, ma non viene pagato per i giorni di assenza. Sono disciplinati dai contratti collettivi nazionali, che ne indicano durata, lavoratori che possono usufruirne, ecc.
Cassa Integrazione Ordinaria
Può essere richiesta dall’impresa quando la riduzione dell’orario o la sospensione delle attività sono solo temporanee, quindi c’è la possibilità di tornare alla normalità. La situazione di difficoltà in cui versa deve esser stata provocata da cause di forza maggiore, eventi imprevedibili, difficoltà del mercato, ecc.
Distacco del lavoratore
Quando un lavoratore viene mandato ad operare presso un’altra azienda diversa da quella che l’ha assunto si ha un distacco. Il distacco è lecito se temporaneo (il lavoratore torna poi nell’azienda d’origine) e se viene deciso dal datore non per agevolare l’impresa destinataria, ma per soddisfare un suo interesse aziendale.
Congedo di maternità facoltativo
Dopo i 5 mesi di congedo di maternità obbligatori per legge, la donna può continuare ad astenersi da lavoro grazie al congedo di maternità facoltativo. Questo ulteriore permesso non può superare i 10 mesi, durante i quali la lavoratrice percepisce il 30% del normale stipendio.
Festività
Sono giorni in cui il lavoratore può astenersi dall’attività percependo comunque la normale retribuzione giornaliera. Coincidono con ricorrenze nazionali e religiose (per es. Natale) e in Italia sono in tutto 12. A questi si aggiunge di solito il giorno in cui si festeggia il Santo Patrono, ma solo per chi lavora in quel Comune.
Rendi visibile il tuo Studio Legale in Internet
e ricevi contatti mirati in base alle tue competenze

Area Professionisti:

Contatta la Redazione: 0547.28909
(da lunedì al venerdì - orario 9:00-13:30 / 14:15-17:45)