Diritto Sindacale

Il Diritto sindacale e le organizzazioni sindacali

Cos'è il diritto sindacale

Il Diritto Sindacale è un ramo del Diritto – esattamente del Diritto del Lavoro – che si concentra sulle "organizzazioni sindacali", cioè su quelle realtà organizzative che rappresentano i vari soggetti coinvolti nel processo produttivo di un paese (le persone che operano nel cosiddetto mondo del lavoro).
La libertà di riunirsi in gruppi di questo tipo è sancita dalla nostra stessa Costituzione.
Si parla, quindi, dei classici sindacati, i quali possono rappresentare tutte le categorie lavorative: esistono organizzazioni sindacali per i lavoratori ed organizzazioni sindacali per i datori di lavoro.

Le norme del Diritto Sindacale sono nate con lo scopo di disciplinare quel conflitto d'interessi che si crea in un paese quando c'è una diversa distribuzione del potere di produzione. In modo particolare, questa materia interviene in quello che viene chiamato "conflitto industriale" - cioè nelle situazioni di ostilità che possono nascere tra chi ha la proprietà dei mezzi di produzione (datori di lavoro) e chi, invece, mette a disposizione la sua forza-lavoro (lavoratori) - cercando di tutelare in qualche modo tutte le categorie lavorative.
Le sue norme sono sorte a volte per volere dello Stato, altre, invece, per volere delle stesse organizzazioni sindacali o, infine, anche da negoziazioni che ci sono state tra loro.

Il Diritto del Lavoro è, dunque, una materia vasta ed in continua evoluzione proprio perché non comprende solo le leggi che disciplinano i rapporti tra lavoratori e datori di lavoro e quelle che indicano come devono essere eseguite le prestazioni lavorative, ma anche le relazioni sindacali che si instaurano tra questi organi di rappresentanza, le norme che sono state via via create nel corso del tempo per tutelare gli interessi collettivi delle varie categorie lavorative presenti nella nostra società.

Gli argomenti più importanti che rientrano nel Diritto Sindacale sono:

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Lavoro subordinato: cos’è
Il lavoro subordinato si ha quando tra lavoratore e datore di lavoro vi è un “vincolo di subordinazione”, cioè un legame di dipendenza. Il lavoratore, infatti, “dipende” dal datore: deve rispettare i suoi ordini e le sue direttive nell’eseguire l’attività (tempi, luoghi, ecc.) in cambio di un compenso.
Congedo di maternità
Permette ad una donna di astenersi da lavoro in caso di gravidanza. È un congedo obbligatorio: per legge, infatti, la donna non può lavorare in prossimità del parto. Dura in totale 5 mesi: 2 precedenti il parto, 3 successivi. La donna può anche scegliere di astenersi da lavoro 1 mese prima della nascita e 4 dopo.
Contratto a tempo determinato
Si ha quando un lavoratore viene assunto solo fino ad una data prestabilita.
La scadenza iniziale può essere posticipata (può essere, quindi, “prorogato”) oppure, al termine del contratto, può esserne stipulato un altro (viene dunque “rinnovato”).
Contratto di apprendistato: retribuzione
L’apprendista può ricevere dal 60% di ciò che guadagna un lavoratore qualificato dello stesso livello fino al 100%. Sono i contratti collettivi nazionali a stabilire la retribuzione, che varia in base a tipo di contratto, livello di inquadramento, qualifica da conseguire.
Cassa Integrazione Ordinaria
Può essere richiesta dall’impresa quando la riduzione dell’orario o la sospensione delle attività sono solo temporanee, quindi c’è la possibilità di tornare alla normalità. La situazione di difficoltà in cui versa deve esser stata provocata da cause di forza maggiore, eventi imprevedibili, difficoltà del mercato, ecc.
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