Lavoro Occasionale Accessorio

Il lavoro occasionale accessorio: Voucher, Riforma Fornero, Jobs Act, Inail

Lavoro occasionale accessorio: definizione e descrizione

Il lavoro occasionale accessorio è un particolare tipo di rapporto lavorativo che non può essere considerato né subordinato, né autonomo.
Si tratta, infatti, di un rapporto che nasce quando si ha la necessità di veder eseguita un'attività ma solo "occasionalmente", cioè in modo saltuario e quindi non continuo nel tempo. Per capire meglio di cosa si tratta, pensiamo ad una persona che ha bisogno di qualcuno che le sistemi i rami di un albero in giardino e decide, quindi, di contattare un giardiniere solo per quel compito preciso da svolgere in un determinato giorno.

Il lavoro accessorio è stato disciplinato attraverso il Decreto Legislativo n° 276 del 2003 – Riforma Biagi – ed è nato con lo scopo di contrastare il fenomeno del lavoro nero. Inizialmente era destinato solo a specifiche attività occasionali (come l'insegnamento privato supplementare, il giardinaggio, i servizi di pulizia), mentre ora può essere utilizzato per qualsiasi tipo di attività.

Contratto di lavoro occasionale accessorio. Il lavoro accessorio ha particolari caratteristiche, prima tra tutte quella di non aver bisogno obbligatoriamente di un contratto per poter essere eseguito, né dell'assunzione vera e propria del lavoratore, come invece avviene per un rapporto di lavoro di tipo subordinato. Il committente - la persona che richiede quell'attività provvisoria - per essere soddisfatto deve acquistare dei buoni lavoro presso una concessionaria autorizzata, grazie ai quali potrà poi "comprare" il lavoro di cui ha bisogno.

Lavoro occasionale accessorio: voucher. I buoni lavoro sono chiamati "voucher", sono numerati progressivamente, datati, hanno un valore nominale pari a 10 euro e valgono una sola ora lavorativa.
Una volta eseguita l'attività richiesta, il committente (o utilizzatore) deve consegnarli al lavoratore come compenso. Il lavoratore provvederà, poi, a riconsegnare i voucher al concessionario, in modo da ricevere in cambio la somma in denaro.

Lavoro occasionale accessorio: Riforma Fornero.
Dopo varie modifiche alla disciplina iniziale, a partire dalla Riforma Fornero del 2012 il lavoro occasionale accessorio può essere svolto da qualunque soggetto e per qualunque tipo di attività lavorativa, rispettando, però, precisi limiti.

La Riforma Fornero aveva previsto nel 2012 che non fosse possibile guadagnare attraverso i voucher oltre le 5.000 euro in totale in un anno solare (sommando i pagamenti in buoni percepiti da ogni singolo committente); questo limite si riduceva a massimo 3.000 euro nel caso in cui il lavoratore usufruisse anche di un ammortizzatore sociale.
Ogni lavoratore nello specifico non poteva guadagnare più di 2.000 euro in voucher da ciascun singolo committente nell'arco di un anno.
I committenti, invece, potevano utilizzare voucher senza alcun limite.

Inoltre, la Riforma Fornero introdusse la possibilità di utilizzare buoni lavorativi anche nel settore agricolo, dove sono tra l'altro maggiormente diffusi. In questo caso il lavoro occasionale poteva essere svolto solo da pensionati o ragazzi che non superavano i 25 anni di età oppure solo per conto di piccoli produttori con un volume d'affari non superiore ai 7.000 euro l'anno.

Lavoro accessorio: Jobs Act.
Il Jobs Act, attraverso un Decreto Attuativo del 2015, ha previsto limiti più elevati rispetto a quelli stabiliti dalla Riforma Fornero.
Ora si parla, infatti, di un limite pari a 7.000 euro nel corso di un anno non più solare bensì civile: quindi dal 1 Gennaio al 31 Dicembre ogni singolo lavoratore non può guadagnare in totale più di 7.000 euro in voucher.

In caso di lavoratori che godono di un ammortizzatore sociale, è possibile utilizzare buoni per tutti i settori produttivi, anche presso enti locali, rispettando sempre il limite di 3.000 euro di guadagno in un anno civile.

Per il settore agricolo, il limite delle 7.000 euro è previsto:

Il Decreto attuativo del Jobs Act, inoltre, prevede che imprenditori e professionisti possano acquistare solo attraverso modalità telematiche voucher orari numerati progressivamente e datati, il cui valore nominale viene stabilito dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. In attesa di un decreto in cui verrà fissato con precisione, questo valore è attualmente pari a 10 euro (per il settore agricolo, invece, corrisponde alla retribuzione oraria delle attività subordinate indicata dal contratto collettivo).
Chi non è imprenditore o professionista può acquistare voucher anche presso rivendite autorizzate.

L'ultima novità della recente riforma del lavoro riguarda l'obbligo di comunicazione: imprenditori e professionisti che voglio servirsi di questa forma di impiego tramite voucher devono comunicare alla Direzione Territoriale del Lavoro prima che l'attività cominci i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore, indicando il luogo in cui verrà svolta l'attività e facendo riferimento ad un periodo non superiore a 30 giorni. La comunicazione deve avvenire per via telematica, anche attraverso un semplice sms.

Lavoro occasionale accessorio: INAIL. Il committente non ha l'obbligo di effettuare una comunicazione preventiva ai Servizi per l'Impiego, ma deve comunicare la nascita di questo rapporto all'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro). I voucher garantiscono proprio la copertura assicurativa Inail.
Le 10 euro di valore nominale, infatti, comprendono anche le quote da versare a titolo assicurativo, nonché i contributi per la gestione separata dell'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ed una quota di spese di servizio. Ciò significa, allora, che la somma che riceverà il lavoratore nel momento in cui riconsegnerà questi buoni al concessionario non sarà pari a 10 euro per ciascun voucher, ma - al netto - sarà inferiore (€ 7.50).


Vedi anche:

Lavoro Occasionale Accessorio: Elenco Avvocati e Studi Legali
Cassa Integrazione
La Cassa Integrazione Guadagni consiste in una somma di denaro offerta al lavoratore in caso di riduzione dell’orario di lavoro (e quindi anche dello stipendio) o sospensione dell’attività. Questa somma corrisponde ad una percentuale di ciò che avrebbe normalmente guadagnato per quelle ore di lavoro mancate.
Contratto di apprendistato: retribuzione
L’apprendista può ricevere dal 60% di ciò che guadagna un lavoratore qualificato dello stesso livello fino al 100%. Sono i contratti collettivi nazionali a stabilire la retribuzione, che varia in base a tipo di contratto, livello di inquadramento, qualifica da conseguire.
Congedo per malattia del figlio
Possono usufruirne entrambi i genitori lavoratori, ma non contemporaneamente. La sua durata dipende dall’età del bambino che si è ammalato: se ha meno di 3 anni, ogni genitore può astenersi da lavoro fino a quando non sarà guarito; se ha tra 4 e 8 anni, massimo 5 giorni all’anno.
Diritto allo studio
Grazie a questo diritto un lavoratore può usufruire di un totale di 150 ore di permesso straordinario retribuito per continuare a formarsi. Questo periodo è suddiviso in 50 ore annuali per 3 anni, di cui si può usufruire se orario di lavoro e quello di frequenza del corso coincidono.
Lavoro notturno: divieti
In Italia non possono svolgere lavori notturni le donne in gravidanza, fino al primo anno di vita del bambino. Inoltre è vietato in caso di particolari condizioni di salute.
Il lavoratore può comunque rifiutarsi di lavorare di notte senza rischiare sanzioni in alcune situazioni (per es. quando ha a carico un disabile).
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