Contratto di deposito

Contratto di deposito. Dare in custodia un bene a qualcuno

Il Contratto di deposito, obblighi e caratteristiche

Il deposito è un contratto attraverso il quale una persona - depositante - consegna ad un'altra - depositario - un suo bene. Il depositario deve custodirlo e poi restituirlo allo scadere del termine oppure, se non è stata stabilita una data, quando uno di loro lo richiede.
Il depositario non diventa proprietario di quel bene e non può utilizzarlo se non riceve il permesso del depositante.

Il contratto di deposito è di solito un contratto gratuito, nel senso che non è necessario pagare un compenso alla persona che prende in custodia il bene, a meno che non si tratti di qualcuno che svolge proprio il mestiere di depositario, come ad esempio il gestore di un parcheggio.
È, inoltre, un contratto "reale" in quanto viene considerato concluso solo nel momento in cui viene consegnato il bene da custodire e può essere stipulato anche oralmente.

Esiste anche un "deposito irregolare", che si ha quando vengono dati in custodia denaro o beni fungibili (cioè sostituibili con altri dello stesso genere, ad esempio 1 kg di mele) e il depositario può servirsene diventandone proprietario. In questo caso deve poi restituire allo scadere dei termini altrettante cose dello stesso genere.

Il depositario ha l'obbligo di conservare la cosa ricevuta in custodia utilizzando "la diligenza del buon padre di famiglia". Se quel bene sparisce, viene danneggiato oppure sottratto (ad esempio si verifica un furto), infatti, è considerato per legge responsabile, a meno che non dimostri di non avere colpa per questi eventi.
Deve poi restituirla allo scadere dei termini oppure quando richiesto dal depositante e può essere anche lui a decidere d'interrompere la custodia, se sul contratto non è stata prevista una scadenza. Inoltre, deve consegnare al depositante anche eventuali frutti che può aver prodotto quel bene durante la custodia.

Il depositante, invece, ha l'obbligo di rimborsare al depositario le spese sostenute per conservare il bene ed eventuali spese necessarie per la sua restituzione. Deve poi ritirarlo allo scadere dei termini o quando l'altra parte ne fa richiesta ed, infine, pagare il prezzo concordato se il deposito è avvenuto a titolo oneroso.

Nel deposito in albergo – ma anche in quello che può essere fatto in una pensione, uno stabilimento balneare, ecc. - se gli oggetti dei clienti subiscono danni, furti o smarrimenti, un albergatore è considerato responsabile in modi diversi:

Il deposito può riguardare anche i magazzini generali. Si tratta di imprese che hanno avuto l'autorizzazione da parte del Ministero dell'Industria per custodire i beni altrui in appositi spazi.
L'impresa che riceve in deposito un bene viene considerata responsabile della sua perdita, furto o danneggiamento, a meno che tutto questo non sia stato provocato da eventi fortuiti, difetti che aveva il bene o il suo imballaggio, natura stessa del bene (ad esempio, se ho dato in custodia 2 kg di mele, è normale che dopo un anno siano andate a male).

Contratto di deposito: Elenco Avvocati e Studi Legali
Effetti contratto: cosa significa
Con effetti del contratto si intendono le conseguenze dello stesso, intese come godimento del bene o sanzioni: una volta che il contratto è stato stipulato acquisisce forza di legge tra le parti, le quali sono obbligate per legge a rispettare gli accordi presi e sottoscritti.
Rescissione del contratto
Se il contratto presenta uno squilibrio notevole (difetto genetico, cioè già al momento della stipula, ma non "visto") tra la prestazione di una parte e il corrispettivo dell’altra, la parte che "patisce" lo squilibrio può rescindere dal contratto (entro un anno dalla stipula).
Contratto d’opera: tipi
Esistono due forme di questo tipo di contratto: contratto d’opera manuale, in cui il prestatore d’opera è un artigiano (muratore, imbianchino, ecc); contratto d’opera intellettuale, in cui il prestatore d’opera è un professionista "intellettuale" (avvocato, psicologo, ecc).
Risoluzione per inadempienza
Se, dopo la stipula del contratto, una parte è inadempiente (ossia non fa o non dà quanto pattuito), l’altra parte può chiedere la risoluzione del contratto, rivolgendosi al Tribunale. Nel caso in cui ci siano tutti gli elementi necessari, il contratto sarà sciolto (come se non fosse mai esistito).
Contratto di appalto: cos’è
È un accordo stipulato tra una parte (committente, può essere una persona o un ente) e un’altra (appaltatore, in genere un’impresa) affinché l’appaltatore realizzi per il committente un’opera (es. costruzione casa) o un servizio (es. mensa scolastica), dietro compenso.
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