Adozione

L’Adozione in Italia

Principi dell'Adozione

Nata come pratica legale utile per dare eredi alle coppie che non hanno figli, l'adozione in Italia è diventata sempre più un modo per far sì che anche i bambini in condizioni disagiate, orfani o abbandonati, possano avere una famiglia che si prenda cura di loro.

Secondo la nostra Costitutizione è possibile adottare sia maggiorenni che minorenni.
In Italia esistono 3 modi per adottare i bambini: adozione di minori in stato di abbandono (adozione di minorenni); adozione di minori in casi particolari (orfani, parenti, affetti da handicap, figli del coniuge); adozione internazionale di minori stranieri.

Adozione e Affidamento:

Adozione: Elenco Avvocati e Studi Legali
Adozione minori: casi particolari
Pur mancando tutti i requisiti di legge, possono essere adottati: gli orfani che hanno parenti entro il sesto grado o persone con cui hanno rapporti stretti che vogliono adottarli; i figli che il proprio coniuge ha avuto da una relazione precedente; gli orfani portatori di handicap.
Affido temporaneo: durata
L’affidamento temporaneo può essere: a lungo termine, fino a due anni; a medio termine, fino a 18 mesi; a breve termine, non oltre 8 mesi; a tempo parziale, a scopo di prevenzione e sostegno (il bambino è affidato solo per qualche ora al giorno, e/o per i fine settimana/vacanze).
Separazione e mantenimento
Dopo la separazione il coniuge che l’ha richiesta/causata ha l’obbligo di versare all’altro (indipendentemente dalle sue possibilità economiche) un assegno che gli assicuri il medesimo (o il più simile possibile) tenore di vita che aveva nel corso del matrimonio.
Matrimonio Civile: i requisiti
La legge italiana prevede che due persone possano unirsi in matrimonio a condizione che: siano maggiorenni (o 16enni "emancipati"); siano sani di mente (assenza di interdizione giudiziale); abbiano la libertà di stato (non devono già essere legalmente sposati con altri).
Eredità: beneficio d’inventario
L’accettazione di un’eredità con beneficio di inventario implica una divisione tra il patrimonio ereditato e il patrimonio personale dell’erede. Se il defunto lascia debiti, l’erede deve pagarli solo in proporzione al valore dell’eredità ricevuta, senza rimetterci di tasca propria.
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