Recupero Crediti

Recupero Crediti. Decreto ingiuntivo ed altri modi per recuperare il credito

il recupero del credito

Si parla di "recupero crediti" per indicare una serie di azioni che un creditore può compiere quando il debitore non ha saldato il debito entro i termini stabiliti. Se il debitore, infatti, non ha eseguito la prestazione (cioè "dato", "fatto" o "non fatto" ciò che doveva), il creditore può agire contro di lui per cercare di recuperare il suo credito.

Via stragiudiziale. In un primo momento il creditore deve seguire una via "stragiudiziale", cioè cercare di risolvere la questione senza ricorrere direttamente ad un giudice. In questo caso può inoltrare al debitore una "intimazione scritta", un testo attraverso il quale lo sollecita ad eseguire subito la prestazione. Nel momento in cui il debitore riceve questa comunicazione entra "in mora" e deve, quindi, non solo rispettare l'obbligo quanto prima, ma anche pagare una somma in più per risarcire i danni provocati dal ritardo.

La via "giudiziaria" viene invece seguita quando il creditore non riesce ad ottenere la prestazione neanche dopo aver sollecitato il debitore e ricorre, quindi, ad azioni legali. Grazie a queste azioni, se il debitore continua a non pagare, il creditore ottiene comunque un "titolo esecutivo", ovvero un documento attraverso il quale si può dar vita ad una "esecuzione forzata" (pignoramento, sequestro e vendita forzata dei beni del debitore).

Il creditore può agire in tre modi diversi, a seconda del tipo di credito che ha fornito: precetto di pagamento, decreto ingiuntivo o procedimento ordinario.

Precetto di pagamento, Decreto ingiuntivo, Procedimento ordinario

Il precetto di pagamento è un documento nel quale viene ordinato al debitore di eseguire immediatamente la prestazione. Si può ricorrere al precetto se si è in possesso di un "titolo di credito", ovvero di quel documento sul quale è provata in modo certo l'esistenza di un credito, come ad esempio un assegno o una cambiale. Il precetto deve essere notificato al debitore, il quale ha poi a disposizione solo 10 giorni per saldare il debito. Scaduti quei 10 giorni, si procederà all'esecuzione forzata.

Il decreto ingiuntivo è l'ordine che emette un Giudice, di pagare o consegnare immediatamente ciò che spetta. In questo caso il creditore lo richiede se non è in possesso di un vero e proprio titolo di credito, ma può comunque provare l'esistenza del credito (ad esempio fornisce come prova un telegramma). Per ottenere il decreto dal Giudice, però, è necessario che il credito sia determinato (una determinata somma di denaro o quantità di cose fungibili o un bene mobile preciso), liquido (cioè risulti facile stabilirne il valore) ed esigibile (cioè è scaduto il termine per cui può essere subito riscosso). Se il debitore non obbedisce all'ordine del giudice entro 40 giorni, il decreto diventa esecutivo, per cui si può procedere con l'esecuzione forzata.

Il procedimento ordinario è quello che viene svolto presso il Tribunale o davanti al Giudice di Pace competente. Si ricorre a questa azione quando non è possibile servirsi di quelle precedenti, perché il creditore magari non è in possesso di un titolo di credito o di una prova certa dell'esistenza del credito. In questo caso sarà il giudice a valutare la situazione per intero e ad esprimersi, infine, attraverso una sentenza.

Recupero Crediti: Elenco Avvocati e Studi Legali
Pegno e ipoteca: differenza
Sono entrambi contratti a garanzia di pagamento di debiti, assicurati da un bene, stipulati tra debitore e creditore. Il pegno ha come garanzia di estinzione del debito beni mobili (es. auto o titoli di credito); l’ipoteca, invece, ha come garanzia beni immobili (es. casa, un terreno).
Contratti: Recesso e Risoluzione
Il Recesso è un atto con cui una delle parti chiede che il contratto sia prosciolto a causa di un ripensamento o per insorte anomalie; la Risoluzione è lo scioglimento (entrambe le parti) del contratto per inadempimento, impossibilità sopravvenuta, ecc.
Contratto: cos’è
È un accordo tra due o più persone, tutelato dalla legge, in base al quale si instaura un rapporto economico teso all’acquisto, alla vendita, allo scambio di prodotti, beni o all’erogazione di prestazioni o servizi.
Contratto di appalto: cos’è
È un accordo stipulato tra una parte (committente, può essere una persona o un ente) e un’altra (appaltatore, in genere un’impresa) affinché l’appaltatore realizzi per il committente un’opera (es. costruzione casa) o un servizio (es. mensa scolastica), dietro compenso.
Contratto di fideiussione
È quel contratto attraverso il quale un terzo garantisce al creditore che il debito che un’altra persona ha contratto con lui sarà ripagato: Pino compra una macchina da Bruno; Aldo con una fideiussione garantisce a Bruno che, se Pino non coprirà il debito, lo pagherà lui stesso.
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