Clausola penale

Clausola penale. Quando debitore e creditore decidono prima la somma del risarcimento danni

La Clausola penale per il ritardo e per inadempimento

La clausola penale è una voce "accessoria" – cioè non obbligatoria – del contratto, attraverso la quale viene stabilita in anticipo la somma che una persona dovrà pagare o ricevere come risarcimento nel caso in cui non venga rispettato un obbligo lì previsto.
Grazie alla presenza di questa voce, se il debitore non rispetta l'impegno preso, il creditore non ha bisogno di trovare un modo per provare quanto vale economicamente il danno che ha subito. La cifra, infatti, è già indicata nella clausola penale, per cui potrà rivolgersi al giudice solo per chiedere che quell'importo venga correttamente pagato.

La penale può avere due forme diverse.

Si parla comunemente di "penale per il ritardo" quando la persona obbligata ad eseguire la prestazione ("dare", "fare" o "non fare" qualcosa) non rispetta i termini stabiliti, ma può comunque ancora compiere il suo dovere.
In base a questa penale, quella persona sarà a questo punto costretta a pagare una certa somma in più per ogni giorno di ritardo.
Ad esempio, affitto un pezzo di terreno da Luca per un anno e devo quindi versargli il 15 di ogni mese 500 euro. La penale mi obbliga ad aggiungere a quella somma anche 5 euro in più per ogni giorno di ritardo. Quindi, se pago il giorno 25, dovrò dare a Luca non 500 euro, bensì 550 euro (5 euro per ciascuno di quei 10 giorni di ritardo).

Si parla invece di "penale per inadempimento" quando la persona obbligata ad eseguire la prestazione diventa del tutto inadempiente, cioè non può rispettare (o non vuole rispettare) il suo obbligo.
In questo caso dovrà pagare la somma già stabilita dalla penale come forma di risarcimento danni.
Se per esempio io non posso pagare più nulla a Luca per l'affitto del terreno per un intero anno, nel contratto può esserci scritto che dovrò dargli come penale 7.000 euro in totale.

La penale è una decisione certa, nel senso che, poiché si tratta di una somma stabilita all'inizio del rapporto tra due persone, non dovrebbe poi esser possibile modificarla in caso di inadempimento: il creditore non potrebbe, quindi, chiedere ulteriori risarcimenti, mentre il debitore non potrebbe dimostrare di aver procurato un danno inferiore a quella cifra.

Esistono, però, delle eccezioni a questa regola.
Se il creditore ha subito un danno effettivamente maggiore rispetto a ciò che potrebbe risarcirgli la penale e ha modo di provarlo, ha anche la possibilità di ottenere un risarcimento in più.
Inoltre, se il giudice trova che una penale sia eccessiva oppure se il debitore ha comunque eseguito la prestazione almeno in parte, quella somma può essere ridotta.
Se ad esempio la mia penale in caso di inadempimento fosse di ben 50.000 euro, potrebbe essere esagerata per il mio caso (in fondo da contratto avrei dovuto dare a Luca solo 500 euro al mese per un anno, non 2.000); oppure se ho pagato l'affitto i primi 5 mesi vuol dire che ho eseguito la prestazione almeno in parte. In entrambi i casi, quindi, il giudice potrebbe anche ridurre la somma che dovrò consegnare come penale.

Clausola penale: Elenco Avvocati e Studi Legali
Risoluzione per impossibilità
Dopo la stipula del contratto se una parte non può più rispettare i termini dello stesso a causa di una sopraggiunta impossibilità di cui non ha colpa (es. vendo la casa ma questa crolla per il terremoto), il contratto può essere risolto, sciolto (tramite Giudice).
Risoluzione per inadempienza
Se, dopo la stipula del contratto, una parte è inadempiente (ossia non fa o non dà quanto pattuito), l’altra parte può chiedere la risoluzione del contratto, rivolgendosi al Tribunale. Nel caso in cui ci siano tutti gli elementi necessari, il contratto sarà sciolto (come se non fosse mai esistito).
Contratto di permuta: cos’è
È un contratto consensuale attraverso il quale due persone si "scambiano" la proprietà di beni, senza esborso di denaro. Due persone possono quindi "barattare" tra loro: auto, case, terreni, oggetti, ecc. Lo scambio può riguardare beni già esistenti ma anche futuri.
Risoluzione del contratto
Riguarda i contratti a prestazioni corrispettive, ossia ciascuna parte dà all’altra qualcosa in cambio di qualcosa (es. compra-vendita). Il contratto si può risolvere se, dopo la stipula, sopraggiunge una circostanza che ne impedisce la realizzazione (manca la corrispettività).
Contratto di appalto: cos’è
È un accordo stipulato tra una parte (committente, può essere una persona o un ente) e un’altra (appaltatore, in genere un’impresa) affinché l’appaltatore realizzi per il committente un’opera (es. costruzione casa) o un servizio (es. mensa scolastica), dietro compenso.
Rendi visibile il tuo Studio Legale in Internet
e ricevi contatti mirati in base alle tue competenze

Area Professionisti:

Contatta la Redazione: 0547.28909
tutte le mattine, dal lunedì al venerdì: 9:00-13:30