I successori legittimi: gli eredi
Per legge, i beni di una persona vengono ereditati dai suoi successori legittimi in caso di morte anche quando non c'è un testamento. Della successione legittima beneficia il coniuge del defunto, i figli ma anche altri parenti fino al sesto grado. Ciascuno di loro riceve l'eredità in percentuali che cambiano in base al grado di parentela col defunto e soprattutto in base alla presenza di altri eredi legittimi.
Oltre al coniuge, si possono distinguere tre grandi gruppi di eredi.
- Figli: il primo gruppo è quello formato dai figli, senza distinzioni tra legittimi (figli della coppia), naturali (figli di coppie non sposate o di precedenti matrimoni) e adottivi, nonché dai loro discendenti. Sono i primi che ricevono l'eredità e devono dividerla con il coniuge dello scomparso, se presente;
- Genitori: il secondo gruppo è quello dei genitori della persona defunta, gli ascendenti (i nonni), i fratelli e le sorelle. Loro dividono l'eredità con il coniuge del defunto ed i suoi figli, se presenti;
- Parenti: il terzo gruppo è quello degli altri parenti fino al sesto grado. Possono ricevere una parte di eredità solo se manca il coniuge del defunto e non esistono eredi dei primi due gruppi.
Il coniuge, quando resta solo, ha diritto al 100% dell'eredità. Questa percentuale si dimezza se ci sono figli o parenti appartenenti al primo ed al secondo gruppo, e cambia a seconda del numero di altri eredi legittimi presenti. Ad esempio, se mio marito scompare, non abbiamo figli ma vivono ancora i suoi genitori o i suoi fratelli, io riceverò la fetta più grande di eredità (cioè i 2/3), mentre loro riceveranno il resto (1/3).
Se invece sono separata ed il mio ex marito viene a mancare, posso ricevere un assegno vitalizio solo se la separazione non mi è stata addebitata (non è stata considerata colpa mia) o se comunque ho avuto diritto ad un assegno per gli alimenti. In quest'ultimo caso, però, l'assegno vitalizio non può superare la somma che avrei ricevuto come assegno per gli alimenti.
I figli vengono considerati eredi sia se sono legittimi sia se sono naturali oppure adottivi, e succedono ai genitori senza alcuna distinzione e in parti uguali. La loro parte viene divisa in percentuali in base alla presenza o meno dell'altro genitore ancora in vita o di altri parenti stretti, come fratelli o sorelle del defunto. Ad esempio se mio marito scompare ed abbiamo due figli, io, in quanto moglie, riceverò 1/3 dei suoi beni, i nostri figli invece i 2/3. Se scompaio anche io e restano solo i nostri 2 figli senza altri parenti, l'eredità intera verrà divisa tra loro in parti uguali.
I figli naturali non riconosciuti come per esempio i figli incestuosi hanno diritto solo ad un assegno vitalizio.
Se una persona scompare e non ha coniuge, figli o parenti fino al sesto grado, è lo Stato ad ereditare tutti i suoi beni.
La successione legittima: tabella con i casi più frequenti
Di seguito pubblichiamo una tabella per orientarsi nei casi di successione legittima più frequenti.
Riassunto: Successione ed eredi, i casi frequenti
- Il coniuge è l'unico parente in vita.
In mancanza di altri parenti molto stretti (figli, fratelli, genitori, nipoti e nonni), la moglie/il marito eredita il 100% dei beni del defunto. - I figli sono gli unici parenti in vita.
Anche in questo caso, in assenza di parenti molto stretti (coniuge, fratelli, genitori, nipoti e nonni), i figli si dividono in parti uguali il 100% dei beni. - Rimangono il coniuge ed un figlio.
Il marito/la moglie eredita il 50% dei beni, e l'altro 50% va di diritto al figlio/figlia. - Rimangono il coniuge e 2 o più figli.
Il coniuge rimasto ha diritto ad un terzo dei beni (il 33,3%), i rimanenti due terzi (66,6%) vanno divisi in parti uguali tra i figli. - Rimangono il coniuge e uno o più fratelli/sorelle del defunto.
Il coniuge ha diritto alla maggior parte dei beni (il 66,6%), mentre le sorelle/i fratelli si dividono il rimanente (33,3%). - Rimangono il coniuge e un nipote.
Si utilizza la medesima logica del caso precedente, quindi il coniuge ha diritto al 66,6% (i due terzi), mentre al nipote va il rimanente 33,3%. - Rimangono il coniuge ed i genitori.
Utilizziamo ancora la stessa formula: i due terzi per il coniuge, il rimanente terzo (33,3%) ai genitori del defunto. - Rimangono coniuge, fratelli e genitori (o nonni).
Il coniuge viene tutelato maggiormente con il 66,6% dei beni. I genitori (o i nonni) si dividono il 25% ed il rimante 8,3% va ai fratelli. - Rimangono coniuge e genitori.
Anche qui il coniuge viene tutelato con il 66,6%. I genitori si dividono il 33,3% rimanente. - Rimangono un figlio e 2 nipoti.
Al figlio spetta il 50% mentre ai due nipoti il 25% a testa. - Rimangono i nonni materni e quelli paterni.
La suddivisione avviene in questo modo: il 50% spetta agli ascendenti paterni, ed il 50% agli ascendenti materni. Da notare che vanno suddivisi in questo modo a prescindere dal numero.
Se ad esempio vi fossero un solo nonno materno ed entrambi quelli patermi, la suddivisione sarebbe la seguente:
- nonno materno: 50%
- nonno paterno: 25%
- nonna paterna: 25%
Casi particolari e specifiche
- Fratelli unilaterali.
I fratelli unilaterali sono quelli con un solo genitore in comune: stessa madre e padri diversi, oppure stesso padre e madri diverse.
Nel caso in cui vi siano sia fratelli germani
I fratelli germani sono i normali fratelli, cioé con entrambi i genitori in comune (figli della stessa madre e dello stesso padre)., sia unilaterali, questi ultimi hanno diritto alla metà dell'eredità che spetta ai germani. - Coniuge separato, caso 1.
Se non gli è stata addebitata la separazione (con sentenza passata in giudicato) ha diritto alle medesime quote che avrebbe un coniuge non separato. - Coniuge separato, caso 2.
Se gli è stata addebitata la separazione (con sentenza passata in giudicato) e se riceveva gli alimenti, può aver diritto ad un assegno vitalizio. - Coniuge divorziato.
Al coniuge divorziato solitamente non spetta nessuna quota di eredità. - Altri parenti entro il sesto grado.
Possono ricevere l'eredità solo se manca il coniuge, i figli, i fratelli, i genitori, i nipoti ed i nonni, cioé i primi due gruppi (Gruppo identificato come "Figli" ed il gruppo identificato come i "Genitori"). - Parenti oltre il sesto grado.
Non ricevono eredità, ma questa va allo Stato.
Successione Legittima: Elenco Avvocati e Studi Legali
Adozione di minore: requisiti
La coppia che voglia adottare un bambino deve essere formata da un uomo e una donna, sposati da almeno 3 anni. I coniugi devono avere almeno 18 anni in più del bambino, ma non più di 45. La coppia deve essere idonea, ossia capace di accudire, mantenere, istruire ed educare il bambino.
Matrimonio Cattolico: ostacoli
Per il diritto canonico 12 motivi impediscono a due persone di sposarsi: difetto di età (meno di 16 anni); impotenza sessuale; vincolo precedente; difetto di culto; voto di celibato; voto di castità; rapimento; coniugicidio; consanguineità; affinità; pubblica onestà; adozione.
Affidamento preadottivo: cos’è
È un periodo di "prova" (di un anno o più) che coppia e minore, in fase di adozione, trascorrono insieme (quindi convivendo) per verificare se vi è tra loro compatibilità. Sulla base dell’andamento di questa prova il Giudice accoglierà o respingerà la domanda di adozione.
Successione legittima: cos’è
È il tipo di successione che avviene in assenza di testamento. Il patrimonio del defunto viene distribuito (in proporzioni diverse) tra gli eredi legittimi: coniuge; figli (legittimi, naturali, adottivi); genitori e ascendenti (nonni, fratelli); parenti (fino al 6° grado).
Successione testamentaria
È il tipo di successione in cui il patrimonio viene ripartito tra eredi e legatari in base a quanto disposto da un testamento che il defunto ha lasciato. Nel testamento è indicato con precisione a chi dare i beni e in che misura. Inoltre può includere il riconoscimento di un figlio.