Si parla di "saldo e stralcio" quando il debitore offre al suo creditore una somma di denaro inferiore rispetto a ciò che dovrebbe invece restituirgli.
Di solito questa offerta viene fatta ad una banca oppure ad una finanziaria quando un prestito o un mutuo non sono stati ancora pagati e risulta economicamente impossibile rispettare il proprio obbligo come stabilito inizialmente.
Si tratta, quindi, di un accordo attraverso il quale debitore e creditore s'impegnano in maniera diversa per poter estinguere finalmente il debito: il debitore, infatti, s'impegna a pagare subito una somma di denaro che è però inferiore a quello che avrebbe dovuto restituire (il saldo); il creditore, invece, rinuncia a ciò che avanza del suo credito e s'impegna a non pretendere più nulla dal suo debitore, realizzando così lo "stralcio" del debito.
Ad esempio, Mario chiede un finanziamento ad una società privata di circa 10.000 euro, da restituire entro un anno. Per via di problemi economici, però, non riesce a saldare questo debito e si ritrova quindi in mora. A questo punto dovrebbe non solo pagare quelle 10.000 euro e gli interessi maturati su quella cifra, ma anche la mora e gli interessi di mora (cioè una somma aggiuntiva provocata dal ritardo e gli interessi maturati su di essa). In totale dovrebbe quindi restituire circa 10.800 euro.
Sapendo di non poter pagare tutto, Mario propone allora alla società privata un accordo a "saldo a stralcio": le restituirà solo 7.000 euro, somma che comprende anche interessi, mora e tutte le altre spese.
Se la società accetta la sua proposta, non avrà più diritto di agire legalmente contro di lui, rifacendosi per esempio sul suo patrimonio attraverso pignoramento dei beni, sequestro e vendita forzata.
Il creditore che accetta l'accordo di saldo a stralcio deve consegnare al debitore una liberatoria, cioè un documento sul quale afferma di aver preso quella cifra inferiore come pagamento dell'intero debito (comprese spese ed interessi vari) e di non aver intenzione di pretendere altro da lui.
Di solito la banca o la società finanziaria accettano questo accordo quando sanno che il debitore è in una condizione tale da non poter saldare il debito nemmeno allungando il periodo di scadenza e non è proprietario di beni sui quali rifarsi attraverso pignoramento, sequestro e vendita forzata.
Se il debitore, infatti, è una persona "nullatenente" (cioè non è proprietario di niente) ed è in difficoltà economiche, il creditore che non accetta l'accordo di saldo a stralcio rischia di non veder restituito proprio nulla della somma che ha prestato, per cui potrebbe perdere del tutto il suo credito.
Il debitore che propone il saldo a stralcio deve, però, essere sicuro di aver già la somma ridotta che restituirà al suo creditore. Di solito, infatti, banche ed enti finanziari pretendono poi il pagamento immediato di quella cifra inferiore che hanno accettato, a meno che non decidano di accordarsi con il debitore per ricevere tutto in più rate.