Novazione

La Novazione: sostituire un obbligo

Novazione: obbligazione, oggettiva e soggettiva

Normalmente un obbligo si estingue quando una persona esegue in modo corretto una prestazione: se ha un debito o ha firmato un contratto, deve per legge "dare", "fare" o "non fare" qualcosa in favore di qualcuno e si libera di questo obbligo solamente rispettando l'impegno preso. Se non lo fa, rischia di finire in tribunale e di dover anche risarcire eventuali danni.

Con la novazione, invece, è possibile considerare un'obbligazione estinta anche se il debitore non ha dato o fatto ciò che serviva per soddisfare il creditore e senza che ci siano per lui conseguenze di un certo tipo.
Questo procedimento, infatti, è un contratto o comunque un accordo tra creditore e debitore, attraverso il quale entrambi dichiarano di voler "novare" l'obbligazione esistente tra loro, cioè di volerla sostituire con una nuova.

La novazione può essere oggettiva o soggettiva, a seconda di cos'è che si decide di sostituire.

Per la novazione oggettiva, è l'obbligazione stessa ad essere sostituita con una nuova. Una volta avvenuta la sostituzione, la prima obbligazione viene considerata estinta, cioè non più valida.
Ad esempio, Fabio è debitore di Luca e la sua obbligazione è pecuniaria: deve restituirgli 30.000 euro ricevute in prestito entro 2 anni.
Ad un certo punto, però, entrambi decidono che, per saldare il debito, Fabio non debba più pagare la somma, bensì consegnare a Luca la sua automobile. L'obbligazione pecuniaria viene quindi sostituita con un'obbligazione "di dare".
Dopo la sostituzione, la vecchia obbligazione pecuniaria viene considerata estinta, anche se non ha soddisfatto il creditore: Fabio, infatti, non ha più l'obbligo di pagare la somma, ma deve invece consegnare l'oggetto (quindi ha assunto un nuovo obbligo al posto del primo).

Affinché ci sia una novazione, però, nell'accordo non devono mancare alcuni elementi fondamentali.

Innanzitutto è necessaria la volontà delle parti: entrambe le persone – creditore e debitore – devono dichiarare di voler sostituire l'obbligazione.

Inoltre deve risultare chiara l'intenzione di considerare estinta la vecchia obbligazione. Se non si accenna alla sostituzione, infatti, il debitore rischia di dover poi rispettare ben due obbligazioni: Fabio potrebbe esser costretto sia a pagare le 30.000 euro (vecchia obbligazione), sia a consegnare la sua automobile (nuova obbligazione).

Infine, sempre per evitare che la novazione non avvenga e che il debitore si ritrovi di fronte due obblighi, la nuova obbligazione deve presentare un titolo oppure un oggetto diversi dalla vecchia: se nella prima l'oggetto era dare una somma di denaro, nella seconda dovrà per forza essere consegnare l'automobile.

Con la novazione soggettiva, invece, ciò che cambia sono semplicemente i soggetti: si tratta, quindi, di sostituire il creditore oppure il debitore con nuove persone.
In entrambi i casi, deve risultare sempre chiara l'intenzione di voler effettuare la sostituzione.
Inoltre, se si tratta di sostituire il debitore, è necessario un ulteriore passaggio: il creditore deve dichiarare il primo debitore "liberato" dall'obbligazione. Tornando al nostro esempio, se ad un certo punto viene deciso che sarà Giovanni a saldare il debito di 30.000 euro, Luca (il creditore) dovrà dichiarare Fabio (il vecchio debitore) libero da quell'obbligo.

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Con effetti del contratto si intendono le conseguenze dello stesso, intese come godimento del bene o sanzioni: una volta che il contratto è stato stipulato acquisisce forza di legge tra le parti, le quali sono obbligate per legge a rispettare gli accordi presi e sottoscritti.
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