La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria – CIGO – può essere richiesta da un'impresa in situazioni di difficoltà temporanee: per ottenere l'autorizzazione, infatti, è necessario che la riduzione dell'orario o la sospensione delle attività adottate dall'azienda per affrontare la situazione siano solo momentanee e ci sia, quindi, la concreta possibilità di tornare alla normalità una volta terminato il periodo di cassa.
La scelta di ridurre l'orario o sospendere per un po' le attività, quindi, deve esser stata provocata da motivi come cause di forza maggiore di cui l'azienda non è responsabile (ad esempio fornitori che non hanno consegnato le materie prime necessarie per l'attività), eventi impossibili da prevedere (come quelli meteorologici, ad esempio un'alluvione che ha colpito il territorio in cui opera), problemi del mercato di riferimento, assenza di ordini in quel periodo, ecc.
Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria: normativa.
In base alla normativa applicata fino ad ora, la CIGO può essere autorizzata sia nel settore industriale che in quello edilizio.
Nell'industria possono farne richiesta imprese di vario tipo, come le realtà che si occupano di produzione e distribuzione di energia, gas, acqua, le aziende manifatturiere, consorzi e cooperative agricole, ecc.
Per l'edilizia si parla di imprese edili ed anche aziende che trattano materiale lapideo.
In questi settori hanno accesso all'integrazione salariale operai, impiegati e quadri, mentre ne restano normalmente esclusi dirigenti, lavoratori a domicilio ed apprendisti.
In quest'ultimo caso, però, va precisato che un decreto approvato nei primi giorni di Settembre 2015 (decreto attuativo del Jobs Act, la riforma del lavoro ancora in atto in Italia) ha previsto la possibilità di accesso alla Cassa Integrazione anche per gli apprendisti assunti con un contratto di apprendistato professionalizzante.
Calcolo Cassa Integrazione Ordinaria.
Con la CIGO i lavoratori hanno diritto ad una integrazione salariale – una somma di denaro - versata dall'Inps.
Questa somma di denaro è una percentuale – l'80% - di ciò che normalmente percepirebbero per le ore di attività momentaneamente sospese. Le ore che vengono pagate dall'Inps, dunque, sono quelle durante le quali un dipendente non ha potuto lavorare (come avrebbe fatto in condizioni normali) per colpa della sospensione o della riduzione, comprese tra le 0 e le 40 settimanali.
Procedura Cassa Integrazione Ordinaria.
Per richiedere ed ottenere l'autorizzazione al trattamento di Cassa Integrazione Ordinaria è necessario seguire una specifica procedura.
Come prima cosa, l'impresa deve dar vita ad una consultazione sindacale: il datore di lavoro deve inviare alle rappresentanze sindacali aziendali (o, in loro assenza, a quelle provinciali più importanti) una comunicazione su ciò che sta accadendo. In questa comunicazione, oltre ad annunciare la riduzione o la sospensione, deve specificare in modo preciso le cause che hanno provocato quella situazione, per quanto tempo prevede possa durare, quanti lavoratori verranno coinvolti.
Se la riduzione o la sospensione superano le 16 ore settimanali, datore o rappresentanti sindacali possono chiedere entro 3 giorni dalla comunicazione un esame congiunto, in modo da analizzare la situazione dell'azienda dettagliatamente e discutere su questioni come la ripresa delle attività.
Conclusa questa prima fase, il datore deve presentare all'Inps una domanda di concessione, all'interno della quale anche in questo caso devono essere descritti i motivi alla base della sua scelta, la durata prevista ed altre informazioni e documenti necessari (per esempio un attestato in cui si dichiara la chiusura della consultazione sindacale).
La procedura completa deve essere realizzata entro un certo limite di tempo. Per la precisione la domanda all'Inps deve essere presentata entro e non oltre i 25 giorni successivi alla fine del periodo di paga in cui è iniziata la sospensione o la riduzione.
Anche la tempistica della procedura nell'immediato futuro subirà modifiche: il decreto attuativo del Jobs Act, infatti, ha stabilito che le domande di CIGO dovranno essere presentate entro 15 giorni dall'inizio della riduzione o sospensione.
Durata Cassa Integrazione Ordinaria.
La durata della CIGO non può superare le 52 settimane, comprensive di eventuale proroga.
Nello specifico, per il settore industriale la CIGO può durare massimo 13 settimane continuative, che possono, però, essere prorogate per ulteriori 12 mesi (quindi in tutto 52 settimane).
Nel settore edilizio vale la stessa regola, ma la proroga viene concessa solo in caso di riduzione dell'orario di lavoro.
Al termine delle 52 settimane complessive un datore di lavoro può eventualmente ripresentare domanda per la CIGO, ma solo se, dopo averne già usufruito, l'azienda ha ripreso, poi, le normali attività per almeno altrettante 52 settimane.
La durata della Cassa Integrazione Guadagni, però, è un altro argomento oggetto di modifica da parte del decreto attuativo.
È stato, infatti, recentemente stabilito che la durata massima complessiva tra Cassa Integrazione Ordinaria e Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) non potrà a breve superare i 24 mesi in 5 anni: l'impresa, per esempio, potrà essere sottoposta a 12 mesi di CIGO e 12 mesi di CIGS, non di più.
Se però l'imprenditore si serve anche di contratti di solidarietà
I contratti di solidarietà sono ammortizzatori sociali speciali, in base ai quali l'orario di lavoro viene ridotto per esempio per suddividere l'attività tra tutti i dipendenti dell'impresa ed evitare, quindi, di dover licenziare qualcuno., il limite massimo complessivo diventa di 36 mesi.
Le imprese edili, invece, hanno come limite i 30 mesi e non 24, in quanto in questo settore non vengono utilizzati contratti di solidarietà.
Cassa Integrazione Ordinaria: ferie.
Una Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria "a zero ore" non comporta ferie: questa forma di Cassa, infatti, è quella che prevede una riduzione totale dell'orario di lavoro, dunque la completa sospensione delle attività. Di conseguenza, i dipendenti non maturano ferie. Va però precisato che, a partire dal 2017, verrà applicato in Italia un divieto di Cassa Integrazione "a zero ore".
Con la semplice riduzione dell'orario parziale (per esempio 4 ore al giorno e non 8), invece, è possibile in linea generale maturare ferie.
Per calcolare quanti giorni vengono maturati al mese si fa riferimento ai contratti collettivi nazionali di lavoro. In assenza di indicazioni al riguardo, si mettono a confronto le ore di un intero anno durante le quali sarebbe possibile eseguire l'attività con quelle effettivamente lavorate, oppure ci si concentra sulla maturazione mensile, tenendo conto se il dipendente ha superato o meno i 15 giorni di lavoro al mese.
Per le ferie arretrate e non godute prima della CIGO dal lavoratore, invece, attualmente non ci sono indicazioni precise da parte della legge.