Pensione di reversibilità

Reversibilità: significato, a chi spetta, calcolo, cumulo, INPS, ...

Reversibilità: significato

La pensione di reversibilità è una somma di denaro che viene riconosciuta ai familiari "superstiti" di un pensionato deceduto. È conosciuta, infatti, anche con il nome di "pensione ai superstiti".
La reversibilità consiste tecnicamente in una quota (una percentuale) della pensione che spettava al pensionato prima della sua morte, erogata dall'Inps, l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.

Pensione indiretta. I familiari superstiti hanno, in realtà, diritto ad una percentuale della pensione del proprio caro deceduto anche quando questa persona in vita era ancora un lavoratore. In questo caso, però, la somma viene riconosciuta solo se il defunto aveva maturato una delle seguenti soglie di contributi:

Pensione di reversibilità e pensione indiretta decorrono dal primo giorno del mese successivo alla scomparsa del pensionato o del lavoratore, indipendentemente da quando viene effettivamente presentata la domanda.

Pensione di reversibilità: a chi spetta.

La pensione di reversibilità spetta prima di tutto a coniuge, figli e nipoti della persona scomparsa. In mancanza di queste figure, può essere riconosciuta ai genitori o ai fratelli superstiti. In ogni caso i familiari superstiti ne hanno diritto se sono in possesso di specifici requisiti.

Pensione di reversibilità: coniuge. Il coniuge superstite ha diritto ad una percentuale della pensione del proprio partner scomparso. Tale diritto, però, cessa di esistere nel momento in cui contrae nuovo matrimonio. In caso di nuove nozze, infatti, al superstite viene riconosciuto solo un una tantum pari a due annualità della sua percentuale; se la reversibilità era stata riconosciuta anche ai figli, viene a questo punto riliquidata in loro favore.

Pensione di reversibilità ai figli. La reversibilità può essere riconosciuta ai figli del defunto che, alla sua morte, sono minorenni, inabili, studenti universitari a suo carico. Può trattarsi sia di figli legittimi che di figli adottivi, riconosciuti legalmente o giuridicamente, nati dal precedente matrimonio del partner, ecc.
I figli minori perdono diritto alla reversibilità una volta raggiunta la maggiore età.
Gli studenti di scuole professionali o scuole medie che arrivano ai 21 anni, terminano o interrompono gli studi, svolgono un'attività lavorativa subiscono una sospensione del diritto alla reversibilità.
Gli studenti universitari subiscono la stessa sospensione negli stessi casi e, una volta compiuti i 26 anni, non ne hanno più diritto.

Pensione di reversibilità ai nipoti. La pensione di reversibilità viene riconosciuta anche ai nipoti minorenni del defunto, purché siano a carico dei nonni (quindi della stessa persona scomparsa). Questo diritto viene riconosciuto anche nel caso in cui non siano stati affidati ad essi in modo formale.

Pensione di reversibilità ai genitori. Se mancano coniuge, figli e nipoti, la pensione può essere assegnata ai genitori della persona scomparsa. In questo caso, però, il diritto viene applicato se si tratta di persone con più di 65 anni, che non siano già titolari di pensione e soprattutto siano a carico del defunto.

Pensione di reversibilità a fratelli/sorelle. In mancanza di coniuge, figli, nipoti e genitori, la reversibilità può essere attribuita a fratelli celibi e sorelle nubili che risultino inabili, a carico del defunto e non titolari di pensione.

Pensione di reversibilità: calcolo

La somma che ricevono i superstiti del pensionato o del lavoratore scomparso viene calcolata in base alla sua stessa pensione.
Come anticipato, i familiari ricevono una percentuale che è così suddivisa:

Pensione di reversibilità al coniuge: dopo quanti anni di matrimonio? Un discorso a parte merita la questione degli anni di matrimonio tra superstite e persona scomparsa, dal momento che, in base agli stessi, può verificarsi anche una riduzione della quota di reversibilità.
Il Decreto Legislativo n. 98 del 2011, infatti, ha previsto che le pensioni di reversibilità per il coniuge superstite erogate a partire dal 2012 subiscano una riduzione in casi particolari. Tra questi, rientra appunto la questione "anni di matrimonio": se le nozze sono durate meno di 10 anni, la quota spettante al coniuge superstite subisce una riduzione, a meno che non vi siano di mezzo anche figli minori, inabili, studenti a carico.
È bene precisare, però, che una sentenza della Corte Costituzionale dello scorso Luglio 2016 ha dichiarato questa norma "incostituzionale".

Ad ogni modo, il Decreto 98 ha previsto una riduzione anche in altri due casi: se il defunto al momento delle nozze aveva più di 70 anni e se, tra lui e il coniuge, vi era una differenza di età superiore ai 20 anni.

Pensione di reversibilità: cumulo. La Legge n. 335 dell'8 Agosto 1995 ha previsto una "incomulabilità" delle pensione di reversibilità: in altre parole, la reversibilità viene ridotta in percentuale nel caso in cui la persona che ha diritto di riceverla usufruisca anche di altro reddito.
La riduzione è pari a:

Questa norma non viene comunque applicata se più familiari appartenenti allo stesso nucleo familiare hanno diritto alla reversibilità (per esempio più figli e coniuge).

Pensione di reversibilità: INPS. La domanda per ottenere la pensione di reversibilità deve essere presentata all'Inps, tramite web, Contact Center oppure chiedendo l'intervento di un patronato o di altri intermediari dell'Inps.

Pensione di reversibilità: INPDAP. La reversibilità Inpdap - Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica - era la quota di reversibilità che veniva un tempo riconosciuta per quanto riguarda il settore pubblico.
Con il Decreto Legge n.201 del 2011 questo ente è scomparso e le sue funzioni sono passate nelle mani dell'Inps. Quindi, in caso di richiesta di reversibilità per il settore pubblico, si può far riferimento ugualmente all'Inps.

Pensione di reversibilità: Elenco Avvocati e Studi Legali
Lavoro subordinato: cos’è
Il lavoro subordinato si ha quando tra lavoratore e datore di lavoro vi è un “vincolo di subordinazione”, cioè un legame di dipendenza. Il lavoratore, infatti, “dipende” dal datore: deve rispettare i suoi ordini e le sue direttive nell’eseguire l’attività (tempi, luoghi, ecc.) in cambio di un compenso.
Ammortizzatori sociali: cosa sono
Sono strumenti attraverso i quali si offre un aiuto economico al lavoratore in difficoltà, soprattutto quando perde il lavoro oppure si ritrova con un reddito ridotto a causa della sospensione dell’attività lavorativa. Sono ammortizzatori per es. Cassa Integrazione e Mobilità.
Congedo di paternità
Un uomo può astenersi da lavoro in caso di nascita del figlio grazie al congedo di paternità. Dura quanto quello di maternità (5 mesi) oppure solo una parte (quella non goduta dalla lavoratrice). Viene richiesto in particolari situazioni (per es. infermità o morte della madre del neonato, affidamento totale al padre, ecc.).
Lavoro notturno: cos’è
È l’attività svolta per almeno 7 ore consecutive, che devono essere comprese nell’intervallo tra la mezzanotte e le 05.00 del mattino.
Il lavoratore ha diritto ad una maggiorazione sullo stipendio. La maggiorazione varia in base al settore lavorativo ed è stabilita dai contratti collettivi nazionali.
Congedo per malattia del figlio
Possono usufruirne entrambi i genitori lavoratori, ma non contemporaneamente. La sua durata dipende dall’età del bambino che si è ammalato: se ha meno di 3 anni, ogni genitore può astenersi da lavoro fino a quando non sarà guarito; se ha tra 4 e 8 anni, massimo 5 giorni all’anno.
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