Diritto alla Privacy

Privacy: Diritti, Reclami, Ricorsi, il Garante

Il Diritto alla Privacy

Quando le nostre informazioni private sono nelle mani di altri, ciascuno di noi può far valere una serie di diritti per evitare che quei dati vengano utilizzati in modo scorretto, cioé possiamo far valere il nostro diritto alla privacy.
Di seguito sono elencate le cose che possiamo fare.

Informativa. Prima di trattare i dati, un'azienda è obbligata a mostrarci un'informativa dove c'è scritto cosa vuole fare delle informazioni. Su questo documento deve anche esser scritto se ha intenzione di comunicare o diffondere tutto quello che ha raccolto su di noi ad altri. Se comunicazione e diffusione ad altri soggetti sono previste e noi acconsentiamo al trattamento, l'azienda può allora comunicare i nostri dati.

Quando ci sono degli abusi, la prima cosa che possiamo fare è dar vita ad un'Istanza, ovvero ad un documento sul quale chiediamo subito a chi sta violando la legge di metter fine alla violazione. L'istanza può aver la forma di lettera, email, fax e può contenere la richiesta di cancellazione o blocco di quei dati. Chi riceve l'istanza, deve soddisfare la richiesta entro 15 giorni (possono diventare 30 se si tratta di operazioni lunghe). In quest'ultimo caso, ha comunque l'obbligo di rispondere entro 15 giorni.
Se la risposta non arriva o non ci soddisfa, possiamo rivolgerci al Garante della Privacy oppure direttamente ad un'Autorità Giudiziaria.

Reclamo e Ricorso: Il Garante e l'Autorità Giudiziaria

Al Garante possiamo presentare prima di tutto un semplice Reclamo o una segnalazione, in modo tale che partano indagini nei confronti dell'azienda che non ha rispettato la legge e si prendano provvedimenti. Possiamo inviargli anche un Ricorso, ma solo per far valere i nostri diritti, se il titolare non ha soddisfatto la nostra richiesta come volevamo, se non ha risposto alla nostra istanza entro 15 giorni, infine se il nostro è un caso urgente, per il quale l'attesa di 15-30 giorni potrebbe essere dannosa.
Ad esempio, l'azienda X ha reso pubblico il nostro numero di cellulare inserendolo in alcune pagine di un sito web. Le presentiamo un'istanza, nella quale le chiediamo di cancellare quel numero. L'azienda, però, lo elimina solo da una pagina di quel sito, oppure non lo fa immediatamente in quanto ha comunque 15 giorni di tempo per soddisfare la richiesta.
Entrambe le cose potrebbero procurarci un danno (perché intanto il numero resterebbe visibile a chiunque), per cui in entrambi i casi possiamo inoltrare un ricorso al Garante.
Il ricorso possiamo spedirlo tramite raccomandata oppure consegnarlo direttamente presso la sede del Garante a Roma.

Quando invece abbiamo intenzione di chiedere anche un risarcimento danni, dobbiamo rivolgerci ad un'autorità giudiziaria. In questo caso, dobbiamo depositare il ricorso presso la cancelleria del Tribunale del luogo in cui risiede il titolare del trattamento dei nostri dati.

In caso di ricorsi, poiché si tratta di azioni che possono avere effetti giuridici (in quanto vengono prese decisioni importanti, come ad esempio dichiarare colpevole l'azienda ed obbligarla a pagare una multa e a risarcire una persona), può essere particolarmente utile farsi assistere da un Avvocato esperto in materia.

Diritto alla Privacy: Elenco Avvocati e Studi Legali
Privacy: dati personali
Sono dati personali tutte le informazioni relative alla persona fisica (es: nome, cognome, età, stato civile), identificata o identificabile anche indirettamente tramite un numero di identificazione personale (per esempio: codice fiscale, numero carta di identità).
Diritto all’Onore: cos’è
Per la nostra Costituzione l’onore è un diritto fondamentale dell’uomo. Riguarda, infatti, la sua dignità personale, la sua reputazione, il suo valore. Proprio per questo, in caso di ingiuria o diffamazione, una persona può agire per vie legali.
Amministratore di sostegno
È la figura (professionista o parente) nominata dal Giudice, che cura e tutela gli interessi personali e patrimoniali della persona la cui autonomia personale e/o capacità di agire risulti compromessa e/o limitata (incapacità: totale, relativa, naturale).
Incapacità totale di agire
Per la legge è incapace di agire chi non è in grado, in modo assoluto, di provvedere da solo ai propri interessi e quindi necessita di un terzo (genitore, giudice, tutore) che decida in suo nome e per suo conto. Sono legalmente incapaci: i minorenni, gli interdetti giudiziali e legali.
Incapacità totale di agire: interdetti giudiziali
Gli interdetti giudiziali sono quelle persone che un giudice ha dichiarato incapaci di agire. Si tratta soprattutto di adulti che hanno una grave infermità mentale, motivo per il quale vengono considerati come minorenni e, quindi, incapaci di provvedere da soli ai propri bisogni e di prendere decisioni.
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