Limiti al diritto di proprietà

I limiti della proprietà privata e gli articoli 841 e 833 del Codice Civile

I limiti al diritto di proprietà privata

Il Diritto di proprietà privata offre a ciascuno di noi la possibilità di utilizzare i propri beni liberamente: se sono proprietaria di un terreno e di una villa costruita su di esso, posso decidere anche di non utilizzarli, donarli ad un familiare, abbellire l'ambiente piantando grossi alberi, garantirmi maggiore privacy e sicurezza installando una recinzione.
Tutto questo è legale perché è la legge stessa che mi permette di muovermi come desidero per qualcosa che "è mio".
Tuttavia la libertà che mi viene offerta non è completamente piena, bensì è limitata.

I limiti al Diritto di proprietà sono stabiliti dal Codice Civile e da alcune leggi speciali nate per disciplinare meglio il modo in cui una persona può usufruire di qualcosa che le appartiene.
Si tratta, dunque, di una serie di obblighi che ciascuno di noi è tenuto a rispettare nel momento in cui utilizza un suo bene privato.

I limiti della proprietà privata sono stati ideati per soddisfare sia esigenze di carattere pubblico che di tipo privato. Se da un lato, infatti, alcuni obblighi nascono dalla necessità di tutelare gli interessi dell'intera collettività in determinate situazioni, dall'altro lato il nostro ordinamento ha cercato di dare indicazioni precise su come è possibile esercitare il proprio diritto di proprietà senza provocare danni o disturbi agli altri, in modo particolare ai propri vicini.

Ambito pubblico. Per quanto riguarda l'ambito pubblico, il primo limite al diritto di proprietà è dato dalla possibilità che un bene venga "espropriato" per motivi di pubblico interesse o di pubblica sicurezza: se ad esempio è necessario realizzare un'opera utile alla collettività sul mio terreno (come il passaggio di un nuovo binario) oppure c'è un'emergenza militare o civile, lo Stato può portarmi via ciò che mi appartiene. In questi casi non posso oppormi all'espropriazione, ma avrò diritto ad una indennità come forma di risarcimento.
Inoltre, se decido di costruire qualcosa sulla mia proprietà, sarò obbligata a rispettare distanze legali da strade principali, ferrovie, autostrade ecc. nonché a chiedere una serie di permessi al Comune.

Ambito privato. I limiti imposti dalla legge nel settore privato riguardano in primo luogo le distanze tra proprietà confinanti: se per esempio decido di costruire qualcosa sul mio terreno, dovrò mantenere una distanza minima di 3 metri dal confine con quello del mio vicino; se voglio piantare un albero, devo prestare attenzione all'altezza del suo fusto, perché un albero con fusto di 3 metri può essere posizionato solo a non meno di 3 metri dal confine, mentre siepi o simili possono anche trovarsi a 0.50 metri.
Inoltre, è obbligatorio evitare determinate immissioni, cioè grossi rumori, fumo, vibrazioni, calore ecc. che possono rendere la vita difficile se non impossibile ai miei vicini. Per essere considerate legalmente moleste queste immissioni devono superare la soglia della normale tollerabilità, ovvero la capacità di sopportazione dell'uomo medio.

Un caso particolare che riguarda i limiti per ragioni di natura privata è quello relativo alla possibilità di recintare una proprietà.
L'articolo 841 del Codice Civile offre al proprietario la possibilità di mettere in piedi un muro, una recinzione o qualcosa di simile per tutelare la sua privacy o per questioni di sicurezza, senza dover rispettare distanze minime dal confine.
Tuttavia, nel dar vita ad un'operazione di questo tipo, bisogna tener conto anche di ulteriori obblighi previsti dal nostro ordinamento, in modo particolare quello di consentire la servitù di passaggio a chi ne ha diritto ed evitare i cosiddetti atti emulativi.

La servitù di passaggio è un particolare diritto che permette ad una persona di accedere alla proprietà altrui in alcuni casi. Se per esempio l'unico modo che ha il mio vicino di raggiungere la strada pubblica è attraversare il mio giardino, non posso impedirglielo: per legge ho la libertà di recintare la mia proprietà, ma devo fare in modo che lui possa comunque attraversarla.

L'articolo 833 del Codice Civile riguarda gli atti emulativi, cioè quelle azioni che nascono con il solo scopo di danneggiare qualcuno. Questi atti sono vietati dalla legge, quindi se decido di costruire un muro intorno alla mia proprietà, posso farlo legalmente se alla base della mia decisione c'è un'esigenza personale e non, invece, la volontà di impedire al mio vicino di godere di aria e luce.

Limiti al diritto di proprietà: Elenco Avvocati e Studi Legali
Proprietà: limite pubblico
La limitazione del diritto di proprietà che attiene l’ambito pubblico è rappresentata dall’espropriazione: se lo Stato nel pubblico interesse o sicurezza (es. in caso di guerra) decide di costruire una ferrovia sulla mia proprietà, questa può essermi espropriata. Avrò un’indennità.
Acquisto Proprietà: occupazione
Tale modo prevede che si diventi proprietari di oggetti (beni mobili) che sono in stato di abbandono. Ad es. divento proprietario della bicicletta che trovo abbandonata nella discarica. Riguardo ai beni immobili abbandonati e occupati, la proprietà invece è dello Stato.
Diritto di proprietà
Nel nostro ordinamento giuridico la proprietà privata è un diritto. La legge, infatti, prevede che il proprietario di un bene (mobile e immobile) possa disporne e goderne pienamente e in modo esclusivo, purché rispetti limiti e obblighi imposti dalla legge.
Locazioni: spese locatario
Le spese a carico del locatario (inquilino) sono quelle che rientrano nell’ordinaria manutenzione. Alcuni esempi: ascensore (manutenzione ordinaria e piccole riparazioni); pulizia caldaia; manutenzione estintori; manutenzione grondaie e spurghi; sostituzione vetri, ecc.
Locatore e locatario: chi sono?
In tema di affitto di immobili (contratto di locazione) i soggetti coinvolti sono due: il locatore (cioè colui che dà in affitto) e il locatario (anche detto conduttore della locazione, ossia colui che prende in affitto, quindi l’inquilino).
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