Il termine "Antitrust" è utilizzato per indicare una serie di norme nate con lo scopo di tutelare la libertà di concorrenza sul mercato che è concessa a tutte le imprese.
Apparse per la prima volta negli Stati Uniti verso la fine del 1800 per limitare la formazione dei trust
Trust: è uno strumento giuridico attraverso il quale più imprese possono coalizzarsi per abbattere costi di produzione, aumentare i guadagni, cercare di controllare totalmente oppure parzialmente il mercato, riducendo in questo modo la concorrenza., queste norme sono state poi adottate da molti stati europei nel secondo dopoguerra, fino ad arrivare alla creazione di un Trattato della CEE (Comunità Economica Europea).
La legge Antitrust Italiana ricalca proprio il Trattato dell'Unione Europea, ma è una legge relativamente recente, in quanto nata solo il 10 Ottobre 1990, quando furono emanate nel nostro paese le Norme per la tutela della concorrenza e del mercato.
Cos'è esattamente l'Antitrust?
Si tratta di una serie di regole e divieti imposti dalla legge che hanno come obiettivo principale quello di evitare che le imprese danneggino in qualche modo il mercato assumendo comportamenti pericolosi, cioè dando vita ad operazioni che potrebbero limitare, falsare o addirittura eliminare del tutto la concorrenza.
La normativa antitrust si concentra soprattutto su tre punti principali: intese, abuso di posizione dominante e concentrazioni.
Le intese sono accordi, decisioni o pratiche concordate che le imprese possono stabilire tra loro. Normalmente sono operazioni "lecite", nel senso che non sono proibite dalla legge, ma vengono vietate nel momento in cui nascono con il preciso obiettivo di limitare o danneggiare il meccanismo della concorrenza sul mercato nazionale o in un suo settore. Se ad esempio imprese che producono uno stesso bene decidono di venderlo allo stesso prezzo, questo può far venir meno la concorrenza tra loro e provocare danni anche ai consumatori: non avrebbero la possibilità di risparmiare comprando dall'impresa X invece che dall'impresa Y.
L'abuso di posizione dominante si ha quando un'impresa sfrutta la sua posizione sul mercato nel tentativo di annullare del tutto la concorrenza. I comportamenti che la legge considera abusivi sono vari. Tra di essi rientrano i casi in cui vengono imposti prezzi di acquisto o di vendita, impedite o limitate produzione, sbocchi o accessi al mercato, sviluppo tecnologico, ecc.
Se ad esempio un'impresa già leader sul mercato decide di vendere i suoi prodotti a prezzi stracciati, sarà difficile per i suoi concorrenti tenerle testa: i consumatori potrebbero preferire i beni dell'azienda dominante venduti a prezzi bassi. Se una volta rimasta sola sul mercato decide di alzare quei prezzi, può danneggiare gli stessi consumatori: non avendo alternative (non essendoci concorrenti), saranno costretti a comprare quelle cose da lei a prezzi elevati.
Le concentrazioni si verificano quando due o più imprese si fondono o danno vita ad un'unica società oppure quando una di loro assume una posizione dominante rispetto alle altre per via dell'acquisto di azioni, quote, beni del patrimonio, ecc.
Queste operazioni possono influenzare il mercato: se 5 aziende che producono e vendono lo stesso bene decidono di fondersi in un'unica realtà, il consumatore si ritroverà a quel punto con una possibilità di scelta ridotta.
Proprio per via delle conseguenze che possono provocare, le imprese che decidono di dar vita a queste operazioni hanno l'obbligo di comunicare la loro intenzione alla Consob
Consob: Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. È un'autorità amministrativa indipendente che vigila sul mercato e tutela gli investitori. e all'Autorità Garante della Concorrenza.
L'Autorità Garante della Concorrenza - chiamata anche "Autorità Antitrust" - è un'istituzione indipendente nata dalla legge del 1990. Il suo compito principale è quello di assicurarsi che la normativa venga rispettata, intervenendo con indagini, decisioni e sanzioni lì dove si verificano violazioni.
In caso di intese, abusi di posizione o concentrazioni, l'Autorità Antitrust apre procedure istruttorie: valuta le informazioni in suo possesso e quelle che le sono state fornite - dalle stesse imprese coinvolte oppure da pubbliche amministrazioni o ancora da chiunque sia interessato alla vicenda (come le associazioni di consumatori) - e prende, quindi, decisioni. Se decide di vietare determinate operazioni ma le imprese ignorano il divieto, può imporre loro anche sanzioni amministrative pecuniarie, cioè obbligarle a pagare somme di denaro come multa.